Domenico (Mimmo) Mannino (2 settembre 1948 – 29 settembre 1996) appartiene a quella lunga schiera di giovani reggini che, dopo avere svolto la consueta trafila nelle squadre giovanili, hanno esordio in prima squadra con la maglia della propria città.

Mannino fa il suo esordio in competizioni ufficiali con la maglia della Reggina il 26 marzo del 1967, quindi a diciott’anni compiuti, in occasione dell’incontro Reggina – Varese, che terminerà con il risultato di 1 a 1. Il mister Tommaso Maestrelli lo schiera con la maglia numero 9. Per la Reggina aveva segnato Camozzi al 9’, mentre al 45’ aveva pareggiato Cipolato. Da segnalare tra le fila della squadra avversaria, Pietro Anastasi schierato con il numero 9. L’arbitro era il famoso fischietto romano Sbardella, di livello internazionale, tanto da arbitrare alla finale della Coppa Rimet del 1970 in Messico.

Ma torniamo a Mimmo Mannino, il quale, oltre a questa unica presenza in campionato, quell’anno collezionerà anche una presenza in Coppa Italia, edizione 1967 – 68, precisamente il 2 novembre del 1967, quando la Reggina riesce a sconfiggere il Venezia con un gol di Luigino Vallongo all’ultimo minuto dei tempi supplementari.

Nel corso del campionato 1967 – 68, sempre di Serie B e sempre con Maestrelli in panchina, Mannino scenderà in campo tre volte: il 10 marzo del 1968 a Modena, dove incrocia il suo vecchio compagno Pietro Camozzi questa volta come avversario, e dove la Reggina esce sconfitta per 2 – 0; il 17 marzo del 1968 in occasione della vittoria interna della Reggina contro il Bari per 1 – 0 con gol di Sbano al 70’; il 28 aprile del 1968 per il pareggio interno contro il Perugia di mister Guido Mazzetti, per 1 – 1, rimediato all’87’ con gol di Vanzini.

Mannino è un centrocampista offensivo, che può giocare anche come prima punta: Maestrelli sa schierarlo e inserirlo negli schemi da lui predisposti della manovra d’attacco.

Purtroppo Mannino deve rispettare la dura legge che impone ai giovani di scendere di categoria per acquisire esperienza (“farsi le ossa”): dopo un breve passaggio ad Ancona, viene trasferito in prestito allo Spezia, dove disputerà il campionato 1968 – 69 di Serie C, con venti presenze senza però segnare nessuna rete. Ha come compagno di squadra Arturo Campagna.

La società amaranto ha avuto un positivo rapporto con la compagine ligure negli anni sessanta: dallo Spezia, dopo avervi disputato tre campionati, era arrivato a Reggio Calabria il grande Nedo Sonetti, che ha vestito la maglia amaranto dal 1967 al 1972, disputando 131 incontri di campionato tutti di Serie B e 15 incontri di Coppa Italia, per un totale di 146 incontri ufficiali. Dallo Spezia poi arrivò a Reggio Calabria anche lo stopper Luigi Raschi.

Mannino rientra a Reggio Calabria nell’estate del 1970, viene aggregato alla prima squadra e disputa 12 incontri nel torneo di Serie B 1970 – 71, ed altri 6 nel successivo campionato sempre di Serie B 1971 – 72. In questi due anni non viene mai impiegato negli incontri di Coppa Italia.

L’anno successivo va a disputare il campionato di Serie C con la maglia del Pisa, ma è un’esperienza piuttosto breve.

Ritorna in Calabria nell’estate del 1973 e viene aggregato alla Gioiese di mister Franco Scoglio, quella magnifica squadra che arriverà seconda nel campionato di Serie D riuscendo nell’impresa di sconfiggere il Messina di Totò Tripepi a domicilio, al “Celeste”, pur in nove uomini, il 23 dicembre del 1973, con un gol di Spanò. In quella Gioiese c’era il compianto Franco Scoppa, l’anno dopo alla Reggina in Serie C.

Mannino rimane a Gioia Tauro per tre campionati, disputa complessivamente 83 incontri con la maglia viola e realizza 19 reti in totale.

Poi, due anni con la Vibonese, sempre in Serie D, per concludere la carriera sempre a Gioia Tauro in Serie C2 nel campionato 1982 – 83, con Bruno Iacoboni in panchina e con Agostino Rosaclerio come compagno.

Mannino è mancato prematuramente nel settembre del 1996, a soli 48 anni.

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