di Giorgio Casella
Carattere, personalità e cuore. Nel giorno del suo 112° compleanno, la Reggina si regala il modo più bello per festeggiare: sbanca il campo della Nissa e lancia un messaggio tonante a tutto il girone. La risalita dall’incubo è ufficialmente iniziata.
Reggio Calabria si è svegliata con il sapore dolce della vittoria e la consapevolezza che qualcosa, finalmente, è cambiato davvero. Non poteva esserci regalo migliore per i 112 anni della nostra storia, festeggiati proprio ieri, 11 gennaio. La Reggina ha soffiato sulle candeline nel modo più rumoroso possibile: andando a vincere 2-1 a Caltanissetta, centrando la settima vittoria consecutiva. Una striscia che pesa, che parla chiaro e che racconta di una squadra tornata a essere grande protagonista.
La prova del nove: una risposta sul campo
Alla vigilia di questo match, le voci erano chiare: dopo sei successi di fila, si attendeva il primo vero scontro diretto per capire il reale valore della squadra amaranto e verificare se potesse mantenere lo stesso standard delle partite precedenti. La risposta arrivata dal campo è stata persino più forte delle aspettative. Vincere a Caltanissetta contro la Nissa, che non è certo l’ultima arrivata ,significa avere organizzazione, fame e una solidità fuori dal comune.
Solo nei primi 10-15 minuti abbiamo visto la squadra di Mister Alfio Torrisi subire leggermente l’iniziativa dei padroni di casa, ma poi la Reggina è salita in cattedra. Corsa, contrasti, ordine e ottime trame di gioco: tutto quello che serve a una squadra per vincere le partite. Questa vittoria manda un segnale fortissimo a tutto il Girone I della quarta serie: la Reggina c’è, è tornata e si sente.
Numeri da capogiro e sogni legittimi
Parlano i fatti: 21 punti in 7 partite. In poco più di un mese, gli amaranto hanno annullato uno svantaggio di ben 14 punti proprio nei confronti della Nissa. C’è chi storcerà il naso con le solite “menate”, dicendo che non abbiamo ancora vinto nulla o che la classifica ci vede ancora inseguire. Vero, la strada è lunghissima, ma il bello del calcio è anche questo: poter tornare a gioire dopo tante amarezze. Dopo un lungo incubo, la Reggina è tornata a fare la Reggina.
E allora lasciateci gioire, lasciateci sperare che questa squadra, guidata magistralmente da Mister Torrisi, possa continuare su questa strada e riportarci nel professionismo. Con questi ragazzi, con questo allenatore e con una curva così, non vediamo rivali.
Un appello al Patron: riprendiamoci il Granillo
Ora, però, bisogna far sentire che Reggio Calabria è tutta un’altra storia in questa categoria. Il “Granillo” deve tornare a essere un catino bollente. Sarebbe bellissimo se la società desse ancora spazio alle scuole, riempiendo il più possibile la Curva Sud.
Lo faccia, Patron: metta un prezzo simbolico e dia la possibilità a molti ragazzi e ragazze di frequentare lo stadio, per farli innamorare ancora di più di questa squadra, di quella “R” magica e di quel colore amaranto, il più bello del mondo.
Buon compleanno, Reggina. La scalata continua.





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