Gli amaranto sbancano Caltanissetta con grandissimo merito. Di Gaetano presuntuoso come pochi

Solito e consolidato 4-2-3-1 di Mister Torrisi che chiama in causa il nuovo arrivo Gianfranco Giuliodori a presidio della corsia di destra. Abile e arruolato anche Rosario Girasole al centro della difesa. Al rientro pure Mungo nel ruolo di trequartista alle spalle di Ferraro, unica punta. Padroni di casa che si presentano con la coppia Alagna–De Felice esterni alti con Rotulo trequartista e Terranova punta centrale in un 4-2-4 votato all’attacco. Pubblico delle grandi occasioni oggi a Caltanissetta con una nutritissima rappresentanza ospite nella giornata in cui si celebra il centododicesimo compleanno della società amaranto.

La cronaca
Non succede nulla fino al 12’ allorquando Terranova, lanciato da Alagna, non riesce a superare Lagonigro il quale compie una sorta di miracolo sull’attaccante in maglia bianca. Risponde Di Grazia sei minuti più tardi col pallone che si alza di poco sopra la traversa a conclusione di una bella azione personale. Man mano che passano i minuti la Reggina diventa sempre più padrona del centrocampo con la Nissa che soffre l’intraprendenza degli amaranto. Alla mezzora è Ragusa a non trovare la porta a conclusione di una gran giocata di Di Grazia che, prima di servire il compagno, aveva letteralmente saltato tre avversari con una serie di dribbling ubriacanti. Al 40’ Ferraro se ne andava sulla fascia destra bruciando sulla corsa sia Marino che Provenzano e si presentava dalle parti di Castelnuovo: il tiro però si spegneva di poco a lato. Al 45’ Ragusa inventava per Ferraro il quale si faceva ipnotizzare da Castelnuovo. Reggina e solo Reggina nei primi 45 minuti di gioco: la squadra di Alfio Torrisi ha infatti messo letteralmente “sotto’’ la formazione di casa apparsa in evidente difficoltà contro la formazione amaranto sicuramente più organizzata, tonica e determinata. E, soprattutto, con tanto temperamento.
Succede tutto in un quarto d’ora
La ripresa si apre con un tiro di Ferraro, lanciato da Di Grazia, che esce di poco a lato. Reggina ancora padrona delle operazioni e con un pressing che diventa opprimente per i portatori di palla nisseni.
Al 55’ la Reggina stappa la gara: Di Grazia manda in area una palla velenosa per Domenico Girasole che, appostato sul secondo palo, gonfia meritatamente la rete avversaria.
All’ora di gioco Giuliodori recupera l’ennesima palla sulla trequarti, fa due passi e lascia partire un siluro sul quale nulla può Castelnuovo: 2 a 0 per gli amaranto.
Al 69’ giunge il gol dei padroni di casa con Terranova che riapre la contesa battendo Lagonigro da pochi passi.
La segnatura dei padroni di casa non scalfisce minimamente la squadra amaranto che conclude senza correre pericoli di sorta: troppo forte questa Reggina per la Nissa vista oggi all’opera.

Di Gaetano supponente
Una vittoria più che meritata quella della Reggina che avrebbe sicuramente potuto impinguare il risultato in più di qualche circostanza nel corso di una gara che ha legittimato forza, tempra e carattere battagliero di un gruppo coeso e determinato. Il successo ottenuto a Caltanissetta e, per giunta, in casa di una diretta concorrente, vale doppio e serve a lanciare un messaggio chiaro ed esplicito alle squadre che la precedono in classifica. Ma attenzione: oggi il vero sconfitto è il tecnico nisseno che ha supposto di poter vincere mandando in campo una formazione senza centrocampisti al cospetto di un undici che ha utilizzato Giuliodori, Distratto, Ragusa, Fofana, Laaribi e Mungo in modo da formare un vero e proprio elastico tra attacco e difesa. Un muro. Un vero e proprio muro contro il quale i calciatori in maglia bianca sono sistematicamente andati a sbattere. E non solo: seconde palle e contrasti sono stati unicamente appannaggio degli amaranto per cui vincere è stato facile come bere un bicchier d’acqua. Intanto sono diventate sette le vittorie di seguito in un crescendo senza ostacoli di sorta. E il bello deve ancora venire…






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