Oggi, 11 gennaio, mentre la città si prepara a vivere una partita delicata contro la Nissa, Reggio Calabria celebra il 112° anniversario della fondazione della Reggina. Una ricorrenza che va oltre il campo e il risultato, perché la Reggina è molto più di una squadra di calcio: è una componente essenziale dell’identità cittadina, un filo rosso che attraversa generazioni, crisi e rinascite.
Dalle origini al primo stadio
La storia della Reggina comincia l’11 gennaio 1914, quando sessantuno impiegati pubblici diedero vita alla Unione Sportiva Reggio Calabria, ponendo le basi del calcio organizzato in città. Un atto semplice, ma destinato a segnare in modo indelebile la storia sportiva reggina.
Un passaggio decisivo avviene nel 1928, grazie alla determinazione di Ettore Serpieri – già fondatore e presidente dell’Ausonia e successivamente consigliere del Reggio Football Club – la cui opera consentì la trasformazione della società nell’U.S. Reggina, denominazione destinata a entrare stabilmente nell’identità sportiva cittadina.
Nel 1922 arriva intanto il riconoscimento ufficiale della FIGC, seguito dal cambio di denominazione in Reggio Foot Ball Club. Nello stesso periodo la squadra trova stabilità logistica con l’approdo al primo vero impianto cittadino, il campo della Lanterna Rossa, situato nei pressi della darsena del porto e inaugurato nel 1924.
La crescita e l’approdo nel calcio nazionale
Per oltre trent’anni la Reggina milita nei campionati interregionali, costruendo lentamente la propria identità. La svolta arriva nel secondo dopoguerra, con l’ammissione al campionato di Serie C 1945-1946, categoria mantenuta fino al 1952, anno segnato dalla retrocessione per tentato illecito.
Nel 1964-1965 il club vive uno dei momenti più importanti della sua storia: sotto la presidenza di Oreste Granillo e la guida tecnica di Tommaso Maestrelli, la Reggina conquista la prima promozione in Serie B. In cadetteria gli amaranto restano per nove stagioni consecutive, sfiorando addirittura la Serie A nel campionato 1965-1966, chiuso al quarto posto a un solo punto dalla promozione.
Crisi sportive e nuova linfa
La retrocessione del 1974 apre un lungo periodo difficile, caratterizzato da problemi economici e sportivi, culminato con la discesa in Serie C2. Nel 1986 la società rischia il fallimento, ma viene salvata da un gruppo di giovani imprenditori guidati da Pasquale Foti, che rifondano il club con il nome di Reggina Calcio.
La risalita è immediata: nella stagione 1987-1988, con Nevio Scala in panchina, la Reggina conquista una nuova promozione in Serie B. Nei campionati successivi gli amaranto vanno vicini per due volte all’approdo in massima serie, alimentando entusiasmo e ambizioni.
Il sogno, tuttavia, si infrange nel 1991, quando un nuovo tracollo sportivo riporta il club calabrese in Serie C, aprendo l’ennesima fase di transizione della sua storia.
L’era Foti e gli anni della Serie A
Dal 1995 prende forma la gestione più longeva della storia amaranto. Pasquale Foti riporta la Reggina in Serie B e nel 1998-1999, con Bruno Bolchi allenatore, arriva la prima storica promozione in Serie A.
Seguono stagioni entrate nell’immaginario collettivo del calcio italiano: salvezze sofferte, imprese inattese e un’identità costruita sulla compattezza e sul sacrificio. Emblematica resta la salvezza del 2006-2007, quando la Reggina di Walter Mazzarri, partita con una pesante penalizzazione per Calciopoli, riesce a mantenere la categoria battendo il Milan campione d’Europa all’ultima giornata.
Il declino e le difficoltà societarie
Dopo la retrocessione del 2009, il rendimento sportivo peggiora progressivamente. Nel 2014, anno del centenario, la Reggina scende in Serie C. I debiti accumulati portano alla mancata iscrizione al campionato successivo e a una lunga fase di instabilità societaria, con numerosi cambi di denominazione e proprietà.
Nel 2019 l’imprenditore Luca Gallo interviene per sanare le pendenze più urgenti, riporta il nome Reggina 1914 e guida la squadra alla promozione in Serie B nella stagione 2019-2020, interrotta dalla pandemia.
Esclusioni, rinascite e ritorno al nome storico
Le difficoltà economiche riaffiorano negli anni successivi e nel 2023 la Reggina viene esclusa dalla Serie B. Da quel momento nasce, tramite bando comunale, La Fenice Amaranto, ammessa in Serie D.
Il 29 maggio 2024 arriva un passaggio decisivo: la nuova proprietà si aggiudica all’asta giudiziale il marchio Reggina 1914. Il 18 luglio 2024, con il via libera della FIGC, la società torna ufficialmente a chiamarsi A.S. Reggina 1914.
112 anni dopo
A distanza di 112 anni da quel gennaio del 1914, la Reggina continua a rappresentare molto più di un club calcistico. È un patrimonio collettivo che ha saputo attraversare epoche, categorie e crisi profonde, restando sempre un punto fermo per la città e i suoi tifosi.
Oggi, come allora, la Reggina è una storia che continua a essere scritta. Con fatica, orgoglio e la consapevolezza che, comunque vada, questi colori non smetteranno mai di rappresentare Reggio Calabria.





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