Torrisi scombussola i piani dei padroni di casa e la Reggina vince col minimo sforzo

La Reggina ha ottenuto una vittoria di misura (0-1) contro il Sambiase in una partita difficile e combattuta, dove la maggiore esperienza, l’organizzazione e la determinazione dei calciatori amaranto hanno prevalso sull’estetica, anche a causa delle condizioni del terreno di gioco. La partita è stata infatti caratterizzata da toni agonistici molto accesi e da un gioco duro e frammentato. Il campo – ripetiamo – non permetteva elaborate combinazioni palla a terra, richiedendo un approccio più diretto e fisico anche da parte degli uomini di Torrisi sicuramente dotati di una maggiore tecnica. Il gol decisivo è stato segnato dall’ex Ferraro ma la compagine amaranto avrebbe potuto impinguare il risultato in più occasioni.
Il 4-2-3-1 vincente della Reggina
La squadra di mister Torrisi ha mostrato grande carattere e grande solidità nonostante le condizioni disastrose del terreno di gioco. La compagine amaranto si è concentrata sia sulla fase di costruzione che a quella di non possesso, un aspetto su cui l’allenatore ha lavorato e sta lavorando molto, specialmente con i giocatori di maggiore qualità. La vittoria è stata ottenuta grazie alla forza e alla determinazione che i ragazzi in maglia bianca hanno messo in campo dando una risposta “straordinaria” e (perché no?) perentoria al campionato. A dirla tutta, però, la vittoria è stata un’opera d’arte di Alfio Torrisi che ha giocato con un 4-2-3-1 di grandissima qualità e di altissima quantità. A parte la granitica difesa e il centrocampo affidabile e inossidabile, il tecnico amaranto ha schierato i due esterni alti in linea con Mungo in modo da stabilire costante superiorità numerica sulla trequarti avversaria. E ci è riuscito nella maggior parte dei casi. La mossa vincente – a dirla tutta – è stata quella di tenere i reparti molto vicini e compatti fra loro così da muoversi con un automatismo unico, come la solida e coesa testuggine dell’antica fanteria romana.
Lio sbaglia e il Sambiase affonda
Il Sambiase ha cercato di dare battaglia, offrendo una prestazione importante solo nella fase di non possesso ma nulla ha potuto contro la Reggina giunta non a caso alla quinta vittoria consecutiva. I giallorossi hanno tentato qualche sortita non riuscendo però a creare palle giocabili dalle parti di Lagonigro. In verità, il tecnico giallorosso non ha previsto la disposizione tattica operata da Torrisi che ha “preteso” il pressing alto ed asfissiante così da non far ragionare l’avversario in fase di costruzione.
Divario netto tra le due squadre
È vero, la differenza l’ha fatta lo splendido gol di Ferraro, bravo insieme a Mungo, a capitalizzare la gara in un momento chiave. E poi l’errore di Sueva dal dischetto per un rigore pressocché inesistente ha letteralmente tagliato le gambe ai ragazzi di Tony Lio. La capacità della Reggina di rimanere concentrata fino alla fine e di sfruttare l’occasione giusta ha determinato il risultato finale sebbene manchino all’appello almeno quattro reti: Ragusa e Edera all’alba della partita, ancora Ragusa alla fine del primo tempo e, per ultimo, Di Grazia che non trova lo specchio della porta con Giuliani fuori causa quando mancavano pochi minuti dal termine.
Mungo e Ferraro la vera differenza
Vorremmo tornare sull’episodio del gol perché il vistoso divario tra Reggina e Sambiase sta proprio in questi due giocatori – Mungo e Ferraro – capaci di costruire un gol da cineteca, di quelli che difficilmente si vedono sui campi di periferia. E poi bisogna anche sottolineare che i padroni di casa hanno fatto un solo e velleitario tiro in porta, segno inequivocabile di una evidentissima supremazia amaranto.






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