Esclusiva albamaranto.org – Parla Alessio Martino: “Nel Girone I ci sono 4-5 squadre che possono puntare tranquillamente alla vittoria del campionato. La Reggina? È incredibile vederla così in basso ma non è detta l’ultima parola”
Mister Martino, Reggina e Gelbison erano le più accreditate alla vittoria del campionato e invece hanno avuto un avvio di stagione a dir poco scioccante. Ti aspettavi di ritrovarle in quella posizione di classifica dopo queste dodici giornate? <<Onestamente no, ma per certi versi è il segnale che quest’anno il livello del girone I si è alzato. La Reggina era la mia favorita, ma ci sono altre 4-5 squadre che possono tranquillamente puntare alla vittoria del campionato, tra queste metterei anche la Vibonese del mio amico Raffaele Esposito.>>
Hai per caso visto la partita tra Reggina e Vibonese? <<Purtroppo no, ho solo visto la sintesi e letto la cronaca di quella partita. La Reggina ha prodotto qualcosa di più ed avuto un paio di occasioni interessanti, ma non si può dire che abbia sovrastato la Vibonese.>>
Parliamo allora di Mister Esposito che sta facendo le fortune della Vibonese… << Conosco molto bene mister Esposito, sa mettere bene in campo le sue squadre e dar loro una fisionomia. Tra l’altro, ho riconosciuto pubblicamente la bontà del suo lavoro anche due anni fa, quando ho assunto la guida del Termoli dopo il suo esonero e l’ho portato alla salvezza>>.
Immagino che non dimenticherai mai quella esperienza <<Certo, quella resta la soddisfazione più grande della mia carriera da allenatore, anche perché ritrovavo una panchina dopo oltre un anno di inattività ed ero stato chiamato a due partite dalla fine. Abbiamo evitato la retrocessione diretta con 4 punti e poi ci siamo giocati tutto nel playout con la Vastese.>>
Nello scontro tra la Vibonese e Reggina partita sono scesi in campo Caiazza e Carnevale. <<Stiamo parlando di due ragazzi splendidi, giovani ma oramai esperti della categoria: Aldo (Caiazza, ndr) non lo scopro io, è un difensore scuola Napoli molto dotato tecnicamente mentre Antonio (Carnevale, ndr) è un centrocampista che sa fare tutte e due le fasi e vede anche bene la porta, fu proprio lui a decidere il playout con un goal quasi allo scadere>>.
Se quella di Termoli è stata significativa, non si può dire che l’esperienza proprio alla Gelbison sia stata da meno… <<Alla Gelbison ho vissuto l’esperienza più importante della mia carriera fino ad ora, sarò sempre grato al presidente Puglisi di avermi dato la possibilità a 36 anni di allenare per la prima volta in serie D: più di una volta con l’Eclanese avevo affrontato in Eccellenza l’Agropoli, che all’epoca era presieduto da lui prima che lo lasciasse per rilevare proprio la Gelbison, e le mie squadre avevano sempre fatto risultato. Forse mi ha scelto proprio perché mi reputava la sua bestia nera (ride, ndr).>>
Perché è andata male? <<Ho guidato la Gelbison ormai 6 anni fa, quello fu il torneo interrotto per l’epidemia da COVID-19. Eravamo partiti alla grande, avevo una squadra costruita per una salvezza tranquilla ma dopo 6 giornate eravamo addirittura secondi, imbattuti e senza reti al passivo. Purtroppo di lì a poco i risultati non sono più arrivati e a novembre sono stato sollevato dall’incarico. Probabilmente la mia carriera sarebbe stata ben diversa senza quell’esonero, il primo della mia carriera, ma non me la sento di dire che è stata negativa>>.
Nonostante l’esonero, quindi, ti sei lasciato bene con la società. <<Ripeto, di Puglisi non posso che parlare bene, soprattutto per quello che ha fatto a Vallo: la Gelbison è una bella realtà, ha anche raggiunto il professionismo e ci era quasi riuscito a salvarsi al primo anno assoluto in serie C…>>
Però il nostro Nino Ragusa ci ha messo lo zampino nel playout con l’ACR Messina… <<Esatto. Un’altra cosa che riconosco al presidente è che ha gestito molto bene la retrocessione, già lo scorso anno la Gelbison ha lottato nuovamente per ritornare in serie C ed ha vinto i playoff. Credo proprio che anche quest’anno rimarrà in ballo fino alla fine per la promozione>>.
Nella tua breve esperienza in rossoblù ha avuto a disposizione due attaccanti mica male, come Varela e Tandara, che sono partiti bene e stanno facendo le fortune di CastrumFavara e Vigor Lamezia. <<Beh, Madalin (Tandara, ndr) è un po’ una mia scoperta: un attaccante veloce, ambidestro, che mi era piaciuto quando giocava con l’Agropoli e che ho chiesto a Puglisi poco dopo avermi ingaggiato. Quanto a Ignacio (Varela, ndr) c’è poco da dire: magari non sarà un attaccante da 20 goal a stagione, ma fa salire la squadra e sa fare reparto da solo, e poi io, da tifoso del Napoli non posso non avere un debole per i calciatori argentini (ride, ndr)>>.
Carcione è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Gelbison. Lo conosci? <<Ho affrontato più volte Imperio (Carcione, ndr) quando ancora giocava nel Cassino, era un calciatore che spiccava per il suo agonismo e sono convinto che sappia trasmettere la propria energia ai suoi giocatori. Ha iniziato da poco ad allenare ma è già partito bene, secondo me ha un gran futuro. Mi dispiace per l’esonero affrettato.>>
Anche Bruno Trocini è stato sollevato dalla conduzione tecnica della Reggina e Torrisi non è stia facendo meglio… <<Sono un allenatore e solidarizzo con i miei colleghi, il lavoro di un tecnico non andrebbe giudicato dopo poche partite. Una stagione di serie D si compone di 3 periodi: la prima fase, corrispondente alle prime 9-10 giornate, nella quale si verifica l’approccio al nuovo torneo; la parte che va dalla fine di novembre alla prima metà di gennaio, dove si interviene sul mercato, e le ultime 12-13 partite, nella quale i punti pesano molto di più, la stanchezza inizia a farsi sentire ed ormai tutte le squadre si conoscono. In serie D a vincere sono sempre state le società, più ancora che le squadre, che hanno mostrato equilibrio. Reggina e Gelbison hanno tutto il tempo e tutti i mezzi per venire fuori alla grande.>>
Cosa significa venirne fuori alla grande? << Ho letto che la società si sta muovendo sul mercato per scovare quegli elementi che possano interrompere il trand negativo il che significa una cosa soltanto: i dirigenti ci credono. Entriamo nel mondo dell’imponderabile: undici punto sono tantissimi ma non è e non può essere detta l’ultima parola. L’esperienza dei vari Edera, Ragusa, Barillà, Porcino e Di Grazia sarà utile per risalire la china. È anche una questione di motivazioni. Non so cosa possa essere successo all’interno dello spogliatoio ma nella maggior parte dei casi quando una squadra non gira, ci sono problemi all’interno. Io spero che la squadra amaranto si risollevi anche perché piange il cuore vedere la Reggina in una categoria che non le compete.>>
Questa è la prima intervista che rilasci dopo essere stato esonerato dall’Ischia. Anche tu avresti voluto più tempo, no? <<Attenzione, il mio rapporto professionale con l’Ischia si è interrotto, ma è inopportuno che rilasci dichiarazioni in merito, perché rispetto e ritengo legittima la decisione della società della quale resto un tesserato, ed auguro ogni bene anche ai ragazzi. Però ci tengo a precisare una cosa…>>
Prego… <<Qualcuno si è permesso di dare un’interpretazione, diciamo… fantasiosa di un post che ho pubblicato qualche giorno fa su un mio profilo social, immaginando che fosse polemico verso l’Ischia. Tutto questo non è vero ed io non accetto che si mescoli il lavoro alla vita privata e si dia una rappresentazione distorta della realtà. Ho già consultato il mio legale e sto ragionando sul da farsi per tutelarmi>>

Intervista realizzata da albamaranto.org – Rocco Genovese






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