Al Granillo vince con merito anche la matricola Athletic Palermo, dimostrando di saper giocare calcio e non essere per caso tra le prime cinque della graduatoria. Reggio Calabria è diventata terra di conquista per chiunque, grazie all’incompetenza di una dirigenza presuntuosa e una squadra imbarazzante sia tecnicamente che caratterialmente. Non sono bastate le reti del giovane Pellicanò e di Edera a riportare la Reggina alla vittoria, rimontata e poi ribaltata dalla compagine rosanero che centra un risultato storico. Una squadra, quella di Torrisi, senza nè capo e nè coda: confusa, disordinata, macchinosa e con una difesa fin troppo fragile. Il tecnico amaranto, quest’oggi squalificato, ha urlato a squarciagola dalla tribuna nel richiamare i suoi giocatori che non hanno percepito un bel nulla. Dimostrazione che in casa Reggina i problemi vanno ben oltre l’aspetto tecnico tattico. Da un contesto del generebbe scapperebbe anche Pep Guardiola.
Questa ennesima sconfitta, conferma un fallimento che porta la firma di una dirigenza inadeguata e una squadra di mezzi uomini. L’umiltà non alberga di certo tra le mura del centro sportivo Sant’Agata, dove ormai questi signori sono specializzati nel trovare alibi e puntare il dito verso nemici inesistenti. Che senso ha, andare avanti in queste condizioni ? Sarebbe bene chiedere scusa e fare un passo indietro, soprattutto nel rispetto di una piazza innamorata dei propri colori, ormai esasperata e presa ancora una volta in giro. Ad oggi l’obiettivo degli amaranto non può che essere la salvezza, bisogna farsene una ragione. Per poterla centrare serve avere carattere e attributi, due requisiti di cui questa squadra è totalmente sprovvista. C”è seriamente da preoccuparsi.
Nel post gara, Torrisi non le ha mandate a dire ai suoi giocatori, rendendosi finalmente conto che questa rosa è composta da ex giocatori e altri non all’altezza di indossare una maglia così gloriosa. Siamo ben consapevoli di correre il rischio di essere ripetitivi, ma non è colpa nostra se ogni domenica assistiamo ad una Reggina a dir poco vergognosa. Chissà a chi giova questa triste situazione? Chi ha un minimo di amore per la città e per i colori amaranto dovrebbe mettere fine a tutto questo scempio. Non bastano le foto scattate durante le serate all’Oasi, da dare in pasto al popolo dei social, quello è soltanto buttare fumo negli occhi , peccato che la domenica c’è il campo che puntualmente ci ricorda quanto siete mediocri e piccoli.
Di questo passo è sempre più concreta l’ipotesi di vedere allontanarsi la gente dalla propria squadra del cuore. Ormai Ballarino e soci non sono più credibili, il buon professore avrebbe dovuto circondarsi di un entourage all’altezza. Il calcio è ben altra cosa, serve essere capaci nel ricoprire il proprio ruolo all’interno di una società. La Reggina è in profonda agonia, non resta che scegliere se staccare la spina o tentare l’impossibile per rianimarla. Per rianimare questa Reggina, servono cure e medici all’altezza che al momento latitano, altrimenti meglio dire basta e consegnare tutto al sindaco, per rispetto di una storia ultracentenaria che mai come oggi sta venendo calpestata dall’ incompetenza e l’arroganza di chi sa di essere troppo piccolo per la Reggio Calabria calcistica.






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