La squadra di Torrisi si presenta con un 4-4-2 dove spicca Di Grazia in panchina e Edera nell’inedito ruolo di punta centrale con l’appoggio di Barillá allo scopo di riempire quanto più possibile l’area avversaria. Pagana invece opta per un 4-3-3 sconfessando il 3-5-2, suo credo tattico, con Iuliano in cabina di regia alle spalle di Samb e Kean.


Il primo tempo

Reggina vicinissima al gol con un gran colpo di testa di Edera su cross di Laaribi già al primo giro di lancette. Poco dopo è l’Acireale a passare in vantaggio con un colpo di testa di Samb che anticipa l’intervento di un incerto Lagonigro: ennesimo errore del portiere amaranto che sbaglia i tempi dell’intervento all’interno della propria area piccola. Qualche minuto dopo Laaribi, direttamente su calcio di punizione dalla trequarti, coglie una clamorosa traversa: sfortunata in questo caso la formazione amaranto. Poco dopo sarà Mungo a mandare fuori di poco con un gran colpo di testa su cross di Porcino oggi utilizzato da esterno alto di sinistra. Acireale ancora vicina al gol a cinque minuti dal duplice fischio: Fomete sbaglia clamorosamente il passaggio arretrato al portiere servendo inavvertitamente Samb che coglie il palo con la porta completamente sguarnita. Quella vista nel primo tempo è una Reggina confusionaria, molle, balbettante e impaurita che non sa costruire gioco, che non sa proporre, che non si fa mai trovare pronta contro l’Acireale tutt’altro che trascendentale e irresistibile. Da rivedere sicuramente Lanzillotta e Blondett (che viene sostituito con Adejo) e Fomete (che lascia il posto a Grillo).


La ripresa

A inizio ripresa è Palumbo a impensierire il portiere di casa che si salva in angolo. Con l’entrata di Paolo Grillo, Porcino indietreggia per ricoprire il ruolo di mezzala in una sorta di 4-4-2 ma la manovra non migliora: leziosa, sfilacciata e fin troppo allungata sul campo, non crea alcun pericolo verso la porta di Negri. All’ora di gioco il pareggio amaranto: Grillo conquista palla e triangola con Barillá il quale gli porge un pallone da spingere in rete. Nella circostanza, la squadra di casa ha dimostrato tutta la sua pochezza difensiva. Sulle ali dell’entusiasmo, la formazione di Torrisi potrebbe raddoppiare trovando però i guantoni del portiere che salva il risultato. E non è finita qui: nel giro di due minuti Edera e Porcino mettono i brividi ai padroni di casa con il pallone che non è voluto entrare. Dieci minuti più tardi è Demoleon a mandare incredibilmente fuori a pochi passi dalla porta amaranto seguito poco dopo da Samb che non riesce a incidere sul risultato. Dall’altra sponda, è Salandria a sbagliare a pochi centimetri dalla linea di porta a conclusione di una bella azione nell’asse Grillo-Edera. Successivamente è ancora Edera ad impegnare a terra il portiere avversario seguito da Di Grazia qualche minuto dopo. Ad un solo minuto dalla conclusione Edera coglie il palo su passaggio di Di Grazia il quale con le sue giocate ha letteralmente cambiato il volto della gara. Nella stessa azione ancora Edera manda di poco fuori – col portiere fuori causa – su imbeccata ancora di un indemoniato Di Grazia, mentre, a 30 secondi dal termine, Edera ha calciato addosso ad un avversario quando avrebbe potuto colpire diversamente magari spostando la sfera sul suo piede migliore. Peccato.


Considerazioni finali

Nel secondo tempo abbiamo contato almeno sette nitide occasioni da rete e due pali colti dagli uomini di Torrisi (poi espulso per proteste) sebbene ci sia da sottolineare che il tecnico amaranto ha commesso più di qualche errore relativamente alla formazione iniziale inserendo dei calciatori che non hanno nelle corde il saltare l’uomo ed elementi come Fomete che ha paura di varcare la metà campo e che si fa sistematicamente saltare dall’avversario. È comunque bene sottolineare che la Reggina ha iniziato ad impensierire la squadra acese nel momento in cui gli avversari sono andati in carenza di forze e di ossigeno. Sul piano dell’impegno occorre dire che Mungo e compagni hanno dato tutto quel che potevano dare. Resta però il fatto che la squadra non riesce ad incidere, ad essere pericolosa, a disegnare geometrie sul campo, a trovare i meccanismi giusti per avere la meglio sull’avversario, ad accorciare e a mantenere le distanze tra i reparti. Questa doveva essere la partita della svolta e, invece, il pareggio certifica e testimonia che la Reggina deve pensare solo ad uscire da questo momento di difficoltà centrando l’unico obiettivo rimasto: la salvezza 

3 risposte a “Reggina: il pari serve davvero a poco”

  1. L’Acireale sara’ anche crollato fisicamente nel secondo tempo, ma noi di solito siamo carenti gia dal primo, questa volta invece hanno continuato a spingere fino alla fine, direi che si tratta di un miglioramento, adesso dovranno migliorare la mira.
    Cordiali Saluti
    Robi

    "Mi piace"

    1. Infatti la squadra ha reagito al gol avversario ma resta il fatto che ha regalato il primo tempo ad un’Acireale non certamente trascendentale

      "Mi piace"

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

In primo piano

Scopri di più da Albamaranto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere