L’ormai ex tecnico della Reggina paga per tutti. Alfio Torrisi o Costantino i possibili sostituti

Oramai è stato detto tutto e in tutte le salse: questa Reggina è indecorosa, inerte, apatica, indolente, a volte ridicola e – soprattutto – indegna del blasone che hanno “conquistato” i vari Granillo, Matacena, Ascioti, Benedetto e Foti: Presidenti con la “P” maiuscola, una “P” grande quanto Reggio Calabria. Quest’ultimo aspetto però dev’essere opportunamente tralasciato perché quella Reggina che incuteva rispetto, invidia e, a volte, paura non esiste più da tempo immemore. Sì, è vero: abbiamo sognato con Gallo e Saladini ma quello che possiamo definire “sfacelo” è iniziato proprio da questi personaggi insulsi e inconsistenti, da questa gente frivola che credeva di essere “dio in terra” quando invece sfiorava il parossismo, l’inutilità e l’irritazione. E come se non bastasse, oggi c’è il fattivo rischio di chiudere ben presto i battenti. Il Professor Antonino Ballarino – al quale vanno i miei ringraziamenti per aver scongiurato la sparizione della Reggina dalla carta geografica calcistica – si è però rivelato per quello che è: un semplice neofita senza un’adeguata conoscenza del mondo del calcio. E tale inadeguatezza potrebbe portare altrettanti sfaceli. Molti, infatti, non hanno compreso che la Reggina, in questo preciso istante, si trova sul ciglio del baratro così come tantissimi tifosi – e tra questi ci sono anch’io ahimè – non hanno colto fin da subito la drammaticità del momento. La squadra risulta eccessivamente nervosa, sfilacciata e incapace di dimostrare quanto vale. E vieppiù, sembra senz’anima, senza volontà, senza orgoglio e senza dignità. Nella serata di ieri ho avuto modo di scrivere che questo non è un gruppo, non è una squadra e non è un tutt’uno bensì una “banda squinternata” che corre dietro un pallone. Non c’è uno schema, non c’è un modulo, non c’è una tattica e non c’è un’impostazione di gioco. Anche per questo è stato esonerato Bruno Trocini. Anzi: soprattutto per questo. Pur tuttavia non si creda che l’ormai ex allenatore amaranto abbia più colpe di altri visto che – ripeto – i bene informati giurano che lo spogliatoio sarebbe una vera polveriera dove le “figurine” fanno il bello e il cattivo tempo.

Trocini è insomma un semplice capro espiatorio e pagherebbe per e più di tutti perché non sarebbe stato in grado di “governare” l’ambiente. A dire il vero e aldilà dell’aspetto tecnico i risultati parlano chiaro così come l’atteggiamento dei giocatori in campo. E fa riflettere – e non poco – che Laaribi non sappia stoppare il pallone favorendo il gol del Lamezia, che Barillà sbagli l’inimmaginabile, che Di Grazia sia l’ombra di sé stesso, che Grillo non sappia fare un cross al centro, che Fomete e Lanzillotta si facciano saltare sistematicamente, che Edera non imprimi forza nel tiro, che Montalto sia nervosissimo e schiaffeggi l’avversario prendendo una lunga squalifica, che Girasole non riesca a saltare di testa, che a Mungo non si dia una palla, che Palumbo faccia errori uno dietro l’altro, che Ferraro abbia il fiatone dopo soltanto cinque minuti di gioco. Eccome se fa riflettere: questa squadra non ha qualità, fame, determinazione e attributi. Questa squadra, che avrebbe dovuto fare un sol boccone di un campionato di bassissimo livello, rischia tangibilmente l’epilogo più clamoroso e indecoroso possibile: la rovinosa caduta nell’inferno dell’Eccellenza.

Si parla sempre più insistentemente di Alfio Torrisi il quale, sebbene svincolato, pare sia in attesa di una eventuale chiamata da Trapani dove la panchina di Salvatore Aronica è fortemente in bilico. Massimo Costantino è sotto contratto col Catanzaro e non intende lasciare la società giallorossa. Michele Facciolo (ex Vibonese) sarebbe in attesa di chiamata da un club del Nord per cui resterebbe in corsa l’ex trainer del Sambiase, Claudio Morelli quale possibile sostituto di Trocini sulla panchina della Reggina anche se ha smentito ogni contatto con i dirigenti amaranto. Chiunque possa essere l’erede di Trocini, sarà a Reggio da giovedì prossimo, all’indomani della delicata gara di Coppa Italia contro la Nocerina. Una domanda è d’obbligo: se Barillà e compagni cominciassero a giocare da Reggina, a macinare gioco e ad inanellare vittorie su vittorie, che figura barbina ci farebbero? Si direbbe che Trocini era andato in confusione, che il modulo non andava bene, che la preparazione era approssimativa. La verità anche in questo caso sta nel mezzo?






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