È vero, trattiamo di Reggina e di calcio.  Ed è altrettanto vero che amiamo fare informazione di un certo tipo. Ma quest’oggi è doveroso stringerci intorno a Sigfrido Ranucci manifestando tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno per il vile attacco perpetrato nei confronti suoi e della sua famiglia. In Italia, purtroppo, non è “permesso” mettere a nudo le magagne e cercare di scoprire la verità vera. Chi ha ideato questa minaccia – che poteva trasformarsi in strage – ha tentato di tappare la bocca ad un professionista serio, competente e meticoloso. Quello esploso nella notte davanti casa del giornalista è un ordigno “rudimentale” di almeno un kg e l’aspetto più raccapricciante è che la figlia del noto conduttore di “Report” è passata davanti alla sua auto pochi minuti prima dell’esplosione con tutti i rischi del caso. Per tale motivo, quindi, l’autore di questo gesto è da considerare un vigliacco, un pusillanime, un codardo e un pezzo di merda (perché i mafiosi sono solo questo: pezzi di merda!). Secondo il conduttore “potrebbe non essere una coincidenza il fatto che pochi giorni fa ho annunciato i temi delle nuove inchieste di Report”. Tra l’altro questo atto intimidatorio altro non è che un salto di qualità usato dal o dai criminali: ci sarebbe infatti una lista infinita di minacce che il giornalista ha ricevuto in questi ultimi mesi. Noi siamo con te, Sigfrido!

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