di Rocco Genovese

Una recente formazione del CastrumFavara

Mister Infantino, come mai dopo un girone di andata caratterizzato da buoni risultati e prestazioni di livello vi ritrovate in una situazione così delicata a 180′ dalla fine?Sto guidando una rosa costruita con un budget limitato, molto giovane, con tanti under anche del 2006 e del 2007 e con pochi giocatori nati prima del 2000, molti di loro sono anche retrocessi lo scorso anno. Dopo l’esclusione dell’Akragas, da metà classifica in cui ci trovavamo, ci siamo ritrovati in basso, ed i ragazzi hanno comprensibilmente accusato il colpo, di fatto abbiamo dovuto rivedere i nostri obiettivi. Basta vedere anche le ultime partite, ci siamo sempre ritrovati sullo 0-1 dopo 15-20′ ma abbiamo sempre fatto la nostra partita. Siamo come un pugile che ha preso un pugno in faccia e deve riprendersi un attimo, ma siamo in piedi”. 

La metafora che ha usato sembra azzeccata, fa strano che abbiate bisogno di andare in svantaggio per reagire ma raccogliete molto poco per quello che riuscite a produrre.Certo, se poi ogni domenica troviamo un portiere che fa 6-7 parate e salva il risultato, come accaduto giusto la volta scorsa con il Ragusa, o prendiamo un goal da 40 metri come qualche settimana fa con la Nuova Igea Virtus, possiamo prendercela con noi stessi, ma fino ad un certo punto. Diciamo che avremmo meritato un po’ di fortuna e qualche punto in più”.

Mi rendo conto che vedersi decurtare 6 punti, soprattutto quando si lotta per salvarsi, non sia piacevole, ma i vostri numeri sono in parte impietosi: solo 5 vittorie totali, come il Città di Sant’Agata che affronterete all’ultima giornata, ed il terzo peggior attacco del girone. Il contraccolpo dovuto al ritiro dell’Akragas può bastare da solo a giustificare la vostra involuzione? L’esclusione dell’Akragas ha falsato il campionato e ci ha penalizzato molto, non solo per i 6 punti che ci sono stati tolti ma perché c’è una differenza notevole fra osservare un turno di riposo e disputare una partita che poi viene annullata, visto che devi prepararla e giocarla: per dire, nella gara di andata abbiamo perso per un grave infortunio Mirabelli, l’elemento più esperto della nostra difesa, sul quale non ho più potuto puntare. Ma anche il rinvio della partita di andata con la Reggina è stato deleterio: pochi giorni dopo avremmo giocato proprio il derby di ritorno con l’Akragas, che a Favara non si vinceva da 23 anni, ed è chiaro che per giocare 3 partite in 8 giorni ho dovuto gestire i miei uomini. La Reggina è una grande squadra ed ha elementi molto forti, ricorderete che nel secondo tempo sono entrati Barillà e Dall’Oglio ed è tornata in vantaggio nei minuti finali”.

Lei fa riferimento alla presenza di molti giovani nella sua squadra, ma le faccio notare che la Sancataldese, in testa nel girone I per l’utilizzo di giocatori con lo status under, ha fatto 4 vittore nelle ultime 4 partite casalinghe, vi sopravanza in classifica ed oggi sarebbe salva, mentre voi – Akragas a parte – avete raccolto solo due successi in tutto il girone di ritorno... “Complimenti a loro, sicuramente, però è anche vero che la Sancataldese ha fatto un mercato, tra dicembre e gennaio, che noi non ci siamo potuti permettere: sono arrivati elementi come Chironi e Kouamè, hanno preso Bonilla dal Ragusa…

Come si lavora con un gruppo che si è visto scivolare via dalle mani un obiettivo che sembrava in pugno? Sta affiorando anche un po’ di paura?La tensione c’è, ma non si è trasformata in paura: siamo pronti a queste due partite, se non dovessimo farcela a fare almeno quei 4 punti che potrebbero darci la salvezza diretta, siamo comunque già mentalmente preparati al playout dell’11 maggio: faremo di tutto per evitarlo o, perlomeno, giocarlo in casa, di sicuro arriveremo sereni, perché è pericoloso ritrovarsi a disputare uno spareggio da “scontenti“.

Immagino che lei voglia portare alla salvezza il CastrumFavara anche per riscattare la sua esperienza in chiaroscuro proprio alla guida dei rossoverdi…Mah, tutto sommato ritengo positiva l’esperienza a San Cataldo: due stagioni fa avevamo fatto un bel campionato, con il record di punti e rimanendo imbattuti in entrambe le partite con il Catania, ma lo scorso anno ho deciso di lasciare quasi subito perché non percepivo più comunione di intenti; il presidente per me resta un fratello, ma io preferisco fare il calcio che voglio io, non quello che vuole qualcun altro… Anche a Gravina ho lasciato per lo stesso motivo: io non alleno per i soldi, ma per portare avanti la mia idea di calcio e se mi sento parte di un progetto serio. Ci tengo a precisare una cosa…

Dica pure.Non vorrei che passi il messaggio che io stia cercando alibi, non è nella mia natura. In serie D nessuno ti regala niente, e noi siamo pienamente consapevoli che raggiungere il nostro obiettivo dipende solo da noi, e non importa se lo si raggiunge anche all’ultimo momento dell’ultima giornata”. 

Nel recupero con il Favara, la Reggina si impose per 3 a 1 (esultanza di Varela)

Visto che a lei non piace cercare scuse o recriminare le chiedo cosa pensa delle dichiarazioni del suo collega Chianese, che nel dopo gara di Nissa-Acireale si è detto perplesso per alcuni risultati delle vostre dirette concorrenti. Lei ha dubbi sulla regolarità delle ultime giornate?A certe cose non credo, lui si riferiva alla vittoria dell’Enna a Sambiase ma conosco bene mister Morelli e so che è un gran professionista. Nelle ultime giornate le motivazioni contano più dei valori tecnici, ed è chiaro che, ad esempio, un conto è incontrare la Nuova Igea Virtus quando le mancano ancora un paio di punti per salvarsi ed un altro è all’ultima giornata”.

Beh, la Nuova Igea all’ultima giornata gioca contro il Siracusa… Le avrei chiesto come finirà, secondo lei, la lotta per la promozione in serie C ma mi ha anticipato.Con il Siracusa il discorso sarà diverso, in casa ci tengono a vincere sempre e battere la capolista è sempre un risultato prestigioso. Non sono sicuro che il Siracusa avrà vita facile a Barcellona, ma ragioniamo partita per partita”.

Le va dato atto che il CastrumFavara ha fatto penare non poco il Siracusa, sia all’andata che al ritorno…A Siracusa ci sono state cose che non mi sono piaciute, soprattutto nell’intervallo tra primo e secondo tempo…

In che senso?Non ho affatto gradito il comportamento dei tifosi di casa, che mi hanno dato del “venduto” ed insultato mia madre. Eravamo andati al riposo in vantaggio, poi nel secondo tempo l’arbitro ha subito ammonito Scuffia ed altri due dei nostri e poi ha esagerato con l’espulsione di Baglione, chiaramente in 10 contro 11 non abbiamo potuto fare granché. Noi abbiamo fatto la nostra partita, sarà così anche a Reggio”.

Nelle ultime settimane alcune decisioni arbitrali a vantaggio del Siracusa hanno fatto discutere. Lei pensa che ci sia una sorta di “sudditanza psicologica” verso di loro?Alcuni arbitri mancano di personalità, e poi si sa che si tende ad avere un occhio di riguardo per le squadre che stanno in alto in classifica, non vale solo per il Siracusa“.

Maiko Candiano con la maglia del Siracusa

Ironia della sorte, domenica la sua squadra potrebbe consegnare la vittoria del campionato al Siracusa. Lei ha avuto Alma e Candiano a Gela, immagino che la ringrazierebbero…Sono due bravi ragazzi, Maiko l’ho avuto anche alla Leonfortese e sono stato io a portarlo a Gela. Quell’annata è stata un po’ particolare, diciamo così… non si navigava nell’oro, lo stesso Alma prendeva 700 € al mese. Di che parliamo“?

Non credo che domenica, per quanto possiate essere concentrati solo sulla vostra partita, non penserete alle partite di Enna ed Acireale…Se avessimo avuto una situazione di classifica più tranquilla magari avremmo iniziato a fare calcoli, ma con quei 6 punti in meno dobbiamo pensare solo a noi stessi“.

Lei è legato a doppio filo ad Acireale, sicuramente la farebbe piacere se dovesse salvarsi…Eh… Acireale rappresenta un pezzo della mia vita, ho giocato lì per 4 anni ed ho vinto due campionati, ma anche l’anno in cui ho allenato lì è stato importante: ho preso la squadra che era in fondo alla classifica e l’ho portata a salvarsi in anticipo; è stata un’impresa, tenuto conto che siamo stati 8 mesi senza stipendio“.

Tante battaglie a guida della difesa acese insieme al nostro direttore sportivo Bonanno…Pippo è un vero amico, le nostre famiglie sono molto legate“.

Pippo Bonanno dirigente della Reggina

Però sarà stato forte il rammarico per non aver potuto esordire in B e marcare gente come Vieri, Inzaghi e Batistuta…Purtroppo sì, nell’anno della serie B sono stato messo fuori rosa e poi a gennaio sono andato via, però lì è iniziata un’altra bella storia: Franco Proto mi ha voluto all’Atletico Leonzio e con quella squadra ho giocato 7 anni ed ho fatto pure il capitano“. 

In chiusura, le chiedo un parere sulla situazione dell’ACR Messina, che lei ha allenato in due occasioni. Domenica potrebbe retrocedere direttamente in serie D, ma è ancora più forte il rischio che questa estate non riesca ad iscriversi e debba ripartire dalle serie minori. Come mai si ripropongono con periodicità queste situazioni, secondo lei? Messina, come la stessa Reggio Calabria, è una piazza importante che non merita di soffrire così: sia loro che la Reggina dovrebbero stare almeno in serie B per la storia e le tifoserie che hanno. A Messina dopo i Franza non è stato più possibile fare calcio ad alti livelli ed è un vero peccato: sono stato lì la prima volta nel 2009, mi volle l’allora ds Fabiani, e poi sono tornato nel 2018 con Sciotto, un presidente che ha investito molto e forse non poteva dare più di quello che è stato in grado di dare, mi dispiace che non verrà ricordato bene. Non mi spiego perché ci siano tutti questi problemi, spero solo che si possano risolvere

Pietro Infantino ai tempi del Messina

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