La squadra di Trocini non eccelle ma con tanta pazienza e grande saggezza conquista tre punti d’oro nel finale

Mister Trocini non cambia modulo e manda in campo il consueto 4-3-3 con Laaribi davanti alla difesa e Barranco al centro dell’attacco. Morelli, tecnico dei giallorossi, opta per un 4-2-3-1 con Carella, Zerbo e Umbaca a sostegno di Ferraro, unica punta per il Sambiase che finora ha conquistato ben 49 punti tanto da essere considerato la vera rivelazione del torneo.

Sono giunti in 1500 a Lamezia per questo incontro importantissimo: il popolo amaranto ci crede e ci crederà fintantoché ci sarà un piccolissimo barlume di speranza. La classifica, infatti, vede primeggiare al primo posto il Siracusa (oggi impegnato in casa con il Favara impelagato nella lotta per la salvezza) che distanzia la compagine di Bruno Trocini di quattro punti. Sognare, d’altro canto, non costa nulla. Un occhio, quindi, sarà gettato al “De Simone” ed uno al match-clou del raggruppamento D dove il Ravenna contro il Forlì potrebbe scavalcare in classifica i padroni di casa (in questo momento, infatti, il team ravennate sopravanza proprio la Reggina in un eventuale ripescaggio).
LA CRONACA – La Reggina impone il proprio gioco fin da subito costringendo sulla difensiva i padroni di casa che, solo, sporadicamente riescono a innescare qualche timida ripartenza. Ne consegue che la gara risulti bloccata e senza sbocco alcuno né da una parte né dall’altra. Al minuto 20, sugli sviluppi di un angolo, amaranto vicinissimi al vantaggio con Ragusa che di testa manda addosso al portiere di casa. Peccato. Reggina ancora pericolosa al 34’ con Adejo: Giuliani sventa miracolosamente. Qualche minuto appresso è Frasson a tentare il colpo di testa con Lagonigro che dice di no. Intanto giunge la notizia del gol di Varela del CastrumFavara a Siracusa: a questo punto la squadra amaranto deve fare di più, molto di più compresa quella cattiveria agonistica che si è solo intravista.

Nella ripresa (54’) Lagonigro salva il risultato fermando opportunamente Ferraro lanciato a rete in un frangente in cui la Reggina non riesce a imbastire azioni degne di nota. Urge un deciso cambio di passo cosicché, all’ora di gioco, Trocini lancia in campo Grillo e Giuliodori per dare maggiore spinta sulle fasce laterali dove la Reggina si è vista poco davvero. Intanto il Siracusa è pervenuto al pareggio con Candiano mentre a Forlì il Ravenna ha perso per 3 reti a 2. Al 68’ nella Reggina esce Ragusa, oggi in ombra, e dentro Urso col tentativo di dare maggiore incisività e fantasia alla manovra amaranto anche in considerazione che nella ripresa Barranco e compagni non sono riusciti ad impregnare una sola volta il portiere di casa. La mossa successiva di Trocini è quindi la sostituzione di Barranco, oggi poco servito, per l’esperienza e la forza esplosiva di Curiale. Nel frattempo il Siracusa sigla la rete del 2 a 1 con Longo quando le lancette segnano il minuto 75.

La Reggina però è viva e saggia. Ma soprattutto paziente. Sa di essere più forte di un ostico e scorbutico Sambiase e sa perfettamente di poter e di dover vincere per quei 1500 tifosi che l’hanno seguita in terra lametina e per zittire i tanti denigratori pronti ad intonare il “de profundis”. Al 94’ quello che si aspettava fin dall’inizio: in area giunge un pallone lento, fiacco, quasi “movioloso’’ dal piede sinistro di Grillo entrato pochi minuti prima. Ma Nino Barillà è lì, al punto giusto e nel momento giusto e di testa mette dentro il gol che può determinare il cammino della squadra amaranto in questo sfiancante campionato. A Lamezia è festa. Ma solo per i colori amaranto com’è giusto che sia. E domenica altra gara “tosta” per la Reggina impegnata al Granillo con la Vibonese che oggi ha impattato col risultato di uno pari con l’Acireale. Il Siracusa dovrà giocare in casa del Licata (oggi fermo per l’esclusione dell’Akragas) che non può permettersi passi falsi in chiave salvezza
COMMENTO FINALE – Che non sarebbe stata una gara dalla facile lettura era da mettere in conto così come preventivabile che il Sambiase non avrebbe regalato nulla ad una Reggina che ha sofferto oltremodo il gioco ostruzionistico. L’impressione, in un primo tempo estremamente bloccato, è stata quella che solamente un episodio avrebbe potuto variare le sorti della partita. Nonostante ciò, sull’angusto campo di gioco lametino, si è vista solo la Reggina che ha confezionato due palle gol col portiere avversario sugli scudi. C’è da sottolineare che Morelli, tecnico giallorosso, ha provveduto a francabollare sistematicamente le fonti del gioco amaranto, facendo marcare a uomo Barillà, Porcino e Laaribi ossia le vere menti del centrocampo ospite che oggi non ha avuto (quindi) lo spunto giusto o quel guizzo tale da spaccare la partita. Ma la Reggina fa la Reggina e, sui titoli di coda, vince grazie al suo Capitano lesto a battere il portiere avversario. Si va avanti quindi con il Siracusa avanti di quattro punti ma con una partita in meno a disposizione degli aretusei. La vittoria contro il Sambiase rimarrà impressa nella mente per la pazienza e la saggezza dei giocatori amaranto che hanno aspettato il momento propizio per tramortire l’avversario. Questo, se permettete, fa ben sperare anche perché il Siracusa – lo vogliamo sottolineare – ha perso su questo campo e contro questo avversario sconveniente e scontroso






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