Il Procuratore Federale, a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C., ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare le società Lucchese 1905 S.r.l. (Girone B di Serie C), A.C.R. Messina S.r.l. (Girone C di Serie C), Taranto F.C. 1927 S.r.l. (Girone C di Serie C), U.S. Triestina Calcio 1918 S.r.l. (Girone A di Serie C), nonché i rispettivi legali rappresentanti e dirigenti, per una serie di violazioni di natura amministrativa.

La Lucchese (ed il suo Amministratore Unico, Giuseppe Longo), sono stati deferiti per non aver provveduto, entro il termine del 17 febbraio 2025, al pagamento degli emolumenti netti e degli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati, ai dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla competente Lega, relativi alle mensilità del trimestre novembre – dicembre 2024 e gennaio 2025″, Intanto, come si legge su Il “Tirreno” (edizione di Lucca), nei prossimi giorni si prospetta il nuovo passaggio societario. Sfumata nel nulla la trattativa con Giuseppe Pistilli (titolare di otto tra forni e panifici tra Umbria e Lazio) si prospetta l’ipotesi di accordo con un gruppo di imprenditori romani, pronti a rilevare la società da Stefano Sampietro, che a oggi detiene il 100% delle quote del club. L’operazione – tra l’altro – è stata suggerita dall’attuale DG rossonero, Riccardo Veli. Non c’è nulla di definito e di definitivo ma un piccolissimo barlume di speranza si è acceso tra la tifoseria sebbene non si possa evitare una pesante penalizzazione che risucchierebbe la squadra in piena zona retrocessione. La compagine rossonera ha conquistato a tuttora 31 punti grazie ai quali precedono Perugia (29), Spal (25), Legnano e Milan Futuro a 22 e con il Sestri Levante (20) costretta dopo appena due anni a salutare la Serie C.

Anche il Messina rientra tra le società di Serie C coinvolte in questa indagine. L’accusa principale riguarda il mancato versamento di contributi e ritenute Irpef relative agli stipendi dei tesserati per il periodo novembre 2024 – gennaio 2025. Deferiti Stefano Alaimo e Doudou Aissatou Sarr Cissè, rispettivamente Presidente e Amministratore della società. Ne consegue che i peloritani potranno subire una penalizzazione talmente pesante da mettere a repentaglio la permanenza in categoria: al momento i biancoscudati occupano la 18ma posizione di classifica con un ritardo di ben 8 punti dalla dalla Cavese temporaneamente fuori dalla “zona rossa”.      

Salvatore Alfonso, all’epoca dei fatti amministratore unico della società Taranto F.C. 1927 s.r.l., Mark Colin Campbell, all’epoca dei fatti institore della società Taranto F.C. 1927 s.r.l., Maria Acquaviva, all’epoca dei fatti institrice della società Taranto F.C. 1927 s.r.l., Massimo Giove, all’epoca dei fatti procuratore speciale dotato della società Taranto F.C. 1927 s.r.l. sono stati deferiti per non aver provveduto, entro il 17 febbraio 2025, al pagamento degli emolumenti netti e degli incentivi all’esodo dovuti tesserati, ai dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla competente Lega, relativi alle mensilità del trimestre novembre – dicembre 2024 e gennaio 2025. I quattro dirigenti sono stati, inoltre, deferiti per non aver provveduto al versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati, ai dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla competente Lega, nonché delle ritenute Irpef relative agli incentivi all’esodo, per le mensilità del bimestre settembre ed ottobre 2024 e del trimestre novembre – dicembre 2024 e gennaio 2025. Per gli ionici, quindi, si prospetta un pesantissimo aggravio della situazione risultante dalla recidiva. E questo – ovviamente – avrà gravi ripercussioni sulla vita del club: basti dire che la gara col Crotone è stata rinviata alla “calende greche”.

Benjamin Lee Rosenzweig, all’epoca dei fatti presidente della U.S. Triestina Calcio 1918 Srl e Sebastiano Stella, all’epoca dei fatti amministratore delegato e consigliere della U.S. Triestina Calcio 1918 Srl, sono stati deferiti per non aver provveduto, entro il termine del 17 febbraio 2025, al versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati, ai dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla competente Lega, nonché delle ritenute Irpef relative agli incentivi all’esodo per le mensilità del trimestre novembre – dicembre 2024 e gennaio 2025. La Triestina – secondo quanto riportato da “TuttoMercatoweb” – si trova con una situazione finanziaria gravissima e con un bilancio che al 30 giugno 2024 (approvato il 27 novembre scorso) evidenzia una perdita d’esercizio di 16,474 milioni di euro, con un incremento di oltre 6 milioni rispetto all’esercizio precedente. Nonostante il quadro economico complicato, il socio unico (la LBK Capital con Benjamin Rosenzweig presidente) della società alabardata si sarebbe fatto interamente carico di coprire le perdite, garantendo la continuità gestionale della società. Ciò non di meno, la penalizzazione potrebbe aggravare una situazione di classifica già di per sé pesante: la Triestina, infatti, è tuttora 16ma in piena zona playout. Rosenzweig in sella alla Triestina resterà anche in Serie D?

La Co.Vi.Soc. non si è dimenticata della posizione della Turris, anzi tutt’altro. Il provvedimento destinato ai corallini dovrebbe arrivare questa settimana, ossia una volta decorsi i tre giorni che di prassi si concedono per produrre e presentare eventuali memorie difensive, giusto dopo la segnalazione della Covisoc. La trasferta di Giugliano sarà – salvo clamorosi ed improbabili colpi di scena – l’ultima partita della Turris tra i professionisti prima della radiazione ufficiale. Infatti, dopo aver sentito il parere della Covisoc, la Procura Federale ha comunicato la chiusura delle indagini al club corallino. Ciò conferma che l’organo di controllo ha obiettato sia le inadempienze riguardanti i termini di pagamento sia le ulteriori irregolarità riguardanti i versamenti contributivi. Non si tratterebbe, dunque, di una mera difformità nei tempi dei pagamenti degli emolumenti arretrati – con la scadenza del 17 febbraio e l’effettivo accredito avvenuto solo il 21 – ma anche di problematiche più ampie sui contributi. La Turris si è di fatto appellata al principio del “legittimo impedimento”, sostenendo che il proprio conto corrente fosse ancora bloccato alla data del 17 febbraio, giorno in cui erano stati disposti i bonifici e inviati gli F24 mancanti. Inoltre – così come riportato da “TuttoTurris.com” – la società fa leva sul fatto che la gestione del club non sia più da considerare ordinaria vista l’approvazione della domanda di accesso allo strumento della composizione negoziata della crisi, presentata alla Camera di Commercio con la conseguente nomina di un esperto esterno.

 

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