Senza strafare Aliperta e compagni portano a casa tre punti pesantissimi
Le formazioni. Novità importante per la compagine amaranto: via libera al 20eene Roman Lazar – portiere moldavo con passaporto rumeno – arrivato nei giorni scorsi dal Dolomiti Bellunesi. Difesa a tre con Bonacchi, Adejo e Mariano con Vesprini e Porcino utilizzati da quinti di centrocampo dove agiscono Racine Ba, Barillà e Dall’Oglio; in attacco la coppia Ragusa–Barranco. Fuori quindi Forciniti e Giuliodori che siedono in panchina insieme a Martinez (reintegrato definitivamente), Cham, Urso, Laaribi, Curiale, Girasole e Renelus. Fabiano risponde con un 4-3-3 composto da Becchi tra i pali; Markic, Magri, Di Paola e Santarpia sulla linea di difesa; Esposito, Aliperta e Raffaele Vacca sulla mediana con Palmieri, Foggia e Sowe a tentare la via della rete.

La cronaca. Il primo squillo è degli amaranto con un sinistro di Barillà che Becchi controlla ottimamente. È una partita gradevole tra due squadre che hanno impianti di gioco di grande importanza e che producono gioco interessante. Al minuto 23 la svolta: Aliperta, lanciato in percussione da Esposito, viene sgambettato in area da Adejo. Il rigore è sacrosanto: dal dischetto Foggia non perdona e fissa il punteggio sullo zero a uno. La replica è di Nino Ragusa con un sinistro abbastanza velleitario che si spegne tra le braccia del portiere avversario. Dopo la rete del vantaggio i canarini si dispongono secondo il più classico 4-4-2 divenendo così padroni del centrocampo dove la Reggina sembra avere serissime difficoltà nell’organizzare una plausibile manovra. Tra l’altro, la Scafatese raddoppiando sistematicamente il portatore di palla avversario riesce a stabilire la superiorità numerica. La ripresa si apre con una bella azione amaranto che, con Barranco, coglie il palo su perfetto cross di Vesprini dalla destra. Sembra tutt’altra Reggina quella vista all’inizio del secondo tempo anche grazie alla nuova disposizione tattica di Fabiano che passa al 4-5-1. Nonostante ciò al 55’ è Sowe a mandare fuori dallo specchio un pallone comodissimo da spingere in porta. All’ora di gioco alla Reggina viene annullato un gol: Porcino lancia in area dove Becchi, in presa alta, si portando la sfera oltre la linea. L’arbitro prima assegna la rete e successivamente cambia idea.

Due minuti più tardi è Barranco, servito da Porcino, a fallire il gol del pareggio mandando incredibilmente fuori da ottima posizione. Al 66’ il primo cambio per Pergolizzi: esce un claudicante Barillà per la verve e la velocità di Renelus. Qualche minuto più tardi (75’) sarà Forciniti a prendere il posto di Vesprini. Al 78’, su cross in area di Porcino, è Bonacchi a colpire di testa – tra l’altro a colpo sicuro – con Magri che si immola per salvare la propria porta. La Reggina è anche sfortunata: al minuto 82’ Porcino, infatti, porge a Renelus il quale salta due avversari, si accentra e lascia partire un tiro a giro che fa la barba al palo sinistro del portiere ospite. Poi null’altro se non il tardivo avvicendamento di Dall’Oglio con Urso al novantesimo.

Le considerazioni finali. Non ce la sentiamo di affermare che la Reggina sia stata surclassata dalla Scafatese. I canarini hanno tutt’al più fatto il minimo indispensabile portando sporadici pericoli con Sowe ma nient’altro di concreto. Nella ripresa la compagine di Pergolizzi, pur schiacciando nella propria area la Scafatese non è riuscita ad essere concreta dal punto di vista realizzativa. C’è anche da sottolineare una grossa dose di sfortuna in occasione del palo colto da Barranco e quel tiro finito fuori di poco sempre dell’argentino. Per non parlare del tiro di Renelus uscito di poco e, soprattutto, su quel gol prima assegnato e successivamente annullato sulla papera del portiere ospite. E per finire i due salvataggi di Magri sulla linea.
Questo è il calcio. Onore e merito alla Scafatese che oltre ad essere forte, oltre ad avere una squadra infarcita di elementi esperti e sgamati, oltre ad essere abbastanza aiutata dalla dea bendata, ha un allenatore che ha saputo imbrigliare Pergolizzi con una doppia ed asfissiante pressione sul portatore di palla e costruendo una vera diga a centrocampo dove Barillà si è costantemente perso tra le linee avversarie, dove Adejo e Racine Ba hanno perso la bussola fin da subito.

Vogliamo dirla tutta? La sconfitta è frutto anche di una serie di errori di Pergolizzi che ha schierato due under nella stessa corsia (Mariano e Vesprini) presi regolarmente in contropiede dalle scorribande di Sowe, che ha messo in campo “gente” che non salta l’uomo neanche pregando in aramaico antico nonostante abbia in panchina Laaribi e Provazza (esclusi anche oggi) nonchè Curiale e soprattutto Giuliodori. Nonostante tutto non è successo niente sebbene questi punti persi sono pesantissimi. Il campionato, ad ogni modo, è lungo e i tempi di recupero ci sono tutti anche perché si è alla seconda di andata con altre trentadue gare da disputare dove può succedere di tutto. E ora al lavoro sperando che certi errori non si ripetano





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