Il “numero uno” dei canarini ostenta sicurezza e sicumera: “Voglio il derby col Napoli: ne sono all’altezza”

La Scafatese si è presa una pausa dopo i “sontuosi” ingaggi operati grazie alla gran disponibilità economica del Presidente Felice Romano il quale, tra il serio ed il faceto ha dichiarato “Voglio andare in A ma se non fosse possibile ci divertiremo tra Serie B e Serie C”. Poi, davanti alla platea di giornalisti ha modificato il tiro: “Per fare delle cose bisogna andare sempre piano. Mio padre mi ha insegnato che si va piano: prima si fa una cosa piccola e poi si fanno le cose grandi”. Ma non è mica finita qui. Infatti sottolinea: “Di certo questo sarà l’ultimo anno in questa categoria: quando faccio una cosa a me non piace perdere. Dobbiamo però essere tutti uniti per raggiungere il traguardo. Al budget non ho dato limiti perché voglio vincere”. Il sogno del PresidenteRomano è, però, un altro. Sentitelo: “Quando in passato mi chiesero di venire a Scafati – ha evidenziato Romano – avevo appena iniziato, ora invece sono all’altezza di portare la squadra a fare il derby col Napoli.” Megalomania? Boria? Mania di grandezza? Vanagloria? Boria? Oppure si tratta di semplice (ma estrema) presunzione? È da sottolineare – ad ogni buon conto – che i Presidente Romano è proprietario della Società a Responsabilità Limitata “Felice Conserve” che opera nel settore conserviero e della “Così Com’è” operante nella distribuzione ed alla vendita di tali prodotti presso un’importante catena alimentare operante nelle Marche nonché in parte della regione Campania. Stiamo quindi parlando di un’azienda ben avviata e che man mano va espandendosi pur tra mille difficoltà per via di una concorrenza spietata sul territorio laddove la coltivazione del pomodoro è l’attività primaria. Ad ogni modo, la disponibilità economica dell’imprenditore scafatese rimane importante così come resta ingente il budget messo a disposizione dei canarini. Ma facciamo un passo indietro e precisamente all’11 giugno allorquando Romano lasciò la società San Marzano dopo esserne stato il Presidente per una stagione calcistica. Galeotta fu la sconfitta elettorale patita e tutte quelle polemiche legate al caso che indussero Romano a lasciare anche la locale società di calcio, quel San Marzano nato con il dichiarato (forse sarebbe meglio dire “sbandierato”) intento di stravincere il torneo. Peccato che, però, già a metà campionato aveva perso i contatti con le prime della classe nonostante la corazzata allestita dal DS, quel Pietro Fusco che ha seguito il “suo” Presidente anche a Scafati. Corsi e ricorsi storici: anche in quel caso Felice Romano spese tanti soldoni, anche in quel caso parlò di Serie A e, anche in quel caso, avrebbe voluto divertirsi in B o in C. La storia è stata – invece – testimone di un fallimento talmente cocente che il San Marzano di Romano non riuscì a qualificarsi neppure ai playoff. Tutta un’altra “storia” per i canarini? Parrebbe di sì: le “premesse” ci sono tutte ma in fondo in fondo l’importante è che Romano tenga conto delle “promesse” fatte alla piazza e soprattutto di prendere coscienza della concorrenza di Siracusa, Reggina e Nissa che certamente non nascondono le loro ambizioni di vincere il campionato.






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