L’ex Trapani potrà dimostrare le sue caratteristiche anche a Reggio Calabria

Racine Ba è da considerare la classica ciliegina sulla torta per la formazione amaranto. Giocatore eclettico, tecnico e dall’acume tattico come ce ne sono pochi nell’intero girone meridionale di Serie D, ha iniziato a dare i primi calci ad un pallone nella Correggese quando era un bambino per poi passare nella selezione Primavera del Como dove si è messo talmente in evidenza che in sole 5 gare giocate – impreziosite da una rete – è stato notato dal DS del Trapani, Valerio D’Orta, che lo ha lanciato in quella che poi è stata la vera corazzata del torneo edizione 2023/24. Nelle fila granata è partito da panchinaro ma, una volta sceso in campo, coach Torrisi non ha potuto fare a meno del giovane senegalese: 20 presenze e 2 gol sia nel ruolo di mediano che in quello di centrale in una zona del campo di grandissima qualità dove il ragazzo di Sant-Louis si è trovato a suo agio come fosse un veterano. D’altro canto con gente come Marco Palermo, Marco Crimi oppure Oliver Kragl al fianco, anche uno scarpone avrebbe reso al massimo. Quello che interessa maggiormente è la visione di gioco che, per un ragazzo del 2003, è merce abbastanza rara oltre a quella duttilità ed a quella furbizia fuori dal comune che lo rendono calciatore sui generis e mai domo. Di piede sinistro, usa poco il destro ma è comunque bravo nella stoccata dalla distanza. Nel Trapani delle ultime uscite come pure nella Correggese (da 18enne) non ha avuto alcuna difficoltà a prendere per mano la squadra divenendone il vero metronomo. Ergo: avendo queste specifiche caratteristiche Racine, anche a Reggio, avrà la possibilità di diventare un leader visti i compagni con i quali interagirà e con i quali avrà modo e maniera di creare gioco oppure di distruggere quello avversario e ripartire da par suo. E vorremmo rimarcare che nel centrocampo di Rosario Pergolizzi ci saranno calibri pesanti come Nino Barillà (esperienza da vendere), Toti Porcino (sette polmoni), Momo Laaribi (grande tifoso amaranto oltre che ottimo elemento), Mimmo Mungo (espressione di caparbietà e resistenza) oltre ai giovani Emanuele Zucco e Marcel Perri (che intanto avranno un anno in più di consapevolezza) sebbene serva ancora qualcosa per trasformare questo centrocampo in un vero, unico ed inespugnabile maniero






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