L’allenatore della Reggina a ruota libera: “Dobbiamo andare tutti dalla stessa direzione: adesso basta!”. Alias: “testa bassa e pedalare”

Mentre tante altre società di Serie D fanno “incetta” di calciatori di buona caratura tecnica ma, nel contempo, di ultratrentenni con tanta esperienza e dal nome “altisonante” ed “esotico” per la quarta serie (pur non vincendo nulla), la Reggina di Rosario Pergolizzi pianifica il lavoro per “completare” una rosa che pur ben figurando – al netto dei grossi problemi organizzativi e sportivi che hanno condizionato il lavoro e quindi il campionato della scorsa stagione – non è riuscita a tenere il passo di Trapani e Siracusa. Diciamolo a denti stretti: solo uno “sprovveduto” avrebbe potuto sognare di essere all’altezza delle due siciliane per cui è oltremodo utile e utilitaristico mettere tutto dietro le spalle guardando avanti e sperando che “ben altri sprovveduti” rinsaviscano e la smettano una volta per tutte di suppore che la Reggina sia una cabina elettorale. È insomma giunta l’ora di smetterla davvero a giocare alla guerra e, come sottolineato da Pergolizzi a Radio Antenna Febea, adesso è giunto il momento di dire un eloquente “basta!”. Basta per davvero…

Adesso la palla passa alla società che ha l’obbligo – non solo morale – di dotare il neo tecnico amaranto di ulteriori calciatori funzionali per la categoria, di giocatori che non guardino in faccia nessuno, di professionisti veri che non si fanno intimorire da fattori esterni e da “particolari” situazioni ambientali. Pergolizzi è uomo di sport ed è colui che finora ha conquistato due difficilissimi tornei di quarta serie. Rosario Pergolizzi sa come si vince: “Da parte mia sarà il lavoro a parlare, il nostro è un mondo dove contano i fatti e un pizzico di fortuna […] Nel corso della conferenza stampa abbiamo risposto a precisa domanda sulla necessità di vincere e certamente dobbiamo farlo. Siamo consapevoli delle difficoltà che un campionato come quello di serie D può presentare, ma credetemi, attraverso umiltà e profilo basso, dobbiamo essere uniti e andare tutti verso la stessa direzione. Questo è un modo di dire e basta” […] Appunto: basta! Ma basta per davvero: adesso è giunto il momento di pedalare a testa bassa!… Pergolizzi è stato chiaro su tutto: “Sappiamo che saranno presenti squadre forti come il Siracusa, la Nocerina, forse il Savoia e tante altre perché formazioni materasso non ne esistono. Ma credetemi, non ce ne frega nulla con il massimo rispetto.” […] Noi dobbiamo pensare alla Reggina. […] Ed ecco la chicca che tutti aspettavamo: “Che il Siracusa prenda 25 calciatori mi fa piacere e quindi? La cosa non mi crea squilibri mentali, io ho l’obiettivo di costruire qualcosa di forte, le partite si devono giocare in campo. Non si pensi sempre a distruggere, come l’attaccante è rotto e tutto il resto, a cosa serve?” […] Già, a cosa serve dare in pasto all’opinione pubblica certe notizie?

Dal punto di vista tecnico, l’allenatore amaranto ha dichiarato: “Io voglio calciatori con determinate caratteristiche, questa squadra può giocare con diversi moduli. Noi abbiamo giovani interessanti e elementi esperti, ma il nostro obiettivo è quello di alzare il più possibile la prestazione di ognuno dei calciatori. […] Mi piace giocare con la difesa a tre, ma posso variare a gara in corso, alcuni principi e lo spirito di adattamento ci deve essere sempre […] La Reggina ha calciatori importanti, che hanno giocato a certi livelli. Sta a me migliorarli ancora, sta a loro la cultura di lavoro. Noi non abbiamo grandi margini per pensare di risparmiarsi in allenamento“.

Intanto a Pergolizzi, oltre che Laaribi – che ha una quotazione di 200mila euro, la più alta per quel che concerne il raggruppamento meridionale – nella giornata di oggi gli è stato “donato” il via libera al ritorno in amaranto di Antonino Ragusa, una vita tra A e B. A breve la formalizzazione.







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