La volontà della società amaranto di “operare” con senno e ponderatezza fa ben sperare. Raffaele Esposito: “Reggina? Magari…”

Con Marchio e Sant’Agata oramai in tasca, la Reggina capitanata dal Professor Antonino Ballarino deve “necessariamente” pensare al futuro. Tra le priorità gestionali e amministrative dobbiamo elencare (nell’ordine) la domanda di ripescaggio in Serie C e quella concernente l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D 2024/2025. Come stiamo ripetendo a pie’ spinto ogni santissimo giorno, per ciò che interessa l’ipotetico ripescaggio nella terza serie nazionale, la Federcalcio, ad oggi, non ha emesso né ufficialmente né ufficiosamente le norme che riguarderanno i reali criteri da seguire ed il limite temporale che presumiamo possa esser fissato per mezzanotte di martedì 4 giugno come per le società di C che dovranno iscriversi entro quella data. La seconda incombenza è quella concernente la domanda di partecipazione al prossimo campionato di Serie D sebbene ci sia ampio margine da qui alle ore 18 del prossimo 12 luglio. Nel frattempo, ovviamente, bisogna costruire l’ossatura della compagine amaranto che in ogni caso non si sa – appunto – se potrà giocare in C oppure se dovrà continuare a giocare in D. La volontà della società amaranto di “operare” con senno e ponderatezza fa comunque ben sperare. Stanti le cose sarebbe infatti inutile acquisire dei calciatori forti, bravi e fisicamente pronti se non si conosce la categoria in cui militerà la squadra. Lo stesso discorso vale per l’allenatore, nel più remoto e difficile caso di mancata riconferma di Bruno Trocini sulla panchina amaranto. Ultimamente è “venuto fuori” il nome di un trainer che gli attempati tifosi della Reggina conoscono perché ha indossato la maglia amaranto dal 1988 al 1990 dello scorso secolo, ai “magici” tempi di Scala: stiamo parlando di Rosario Pergolizzi che ha riportato il Campobasso in Serie C battendo sul fotofinish concorrenti scomode e agguerrite come L’Aquila e Sambenedettese. Altro nome accreditato sulla panchina amaranto sarebbe quello di Domenico Giacomarro, esperienza da vendere in Serie D e promosso in C con l’Altamura in un raggruppamento tutto sommato abbordabile dove la “corazzata” Palmese non è riuscita neppure a raggiungere i playoff. Sia l’uno che l’altro sono buoni allenatori di categoria chiamati per assicurare senza alcun tipo di alibi la vittoria del campionato (perché la Reggina ha l’obbligo di stravincere il prossimo campionato di Serie D) ma – supponiamo – non adeguati nel caso di un’eventuale Serie C. Un terzo nome è quello di Raffaele Esposito, 44 anni, tanta gavetta sia in C con la Casertana che in D con Termoli e Casalnuovo. Nell’ultima avventura con i granata campani il trainer napoletano – persona per bene, fine e garbata oltre che preparata calcisticamente – ha sfiorato i playoff e vinto proprio in casa della Reggina grazie ad un manipolo di ragazzi che sapevano (e sanno) come far girare la palla nonché con l’ausilio di gente esperta come Ruggiero, Bucolo e Reginaldo. La scomparsa del Casalnuovo il cui titolo sportivo sarebbe dovuto passare alla Turris per evitare il fallimento dei “corallini” oppure alla Puteolana per permettere di partecipare al prossimo torneo di D (entrambi le trattative sono naufragate miseramente anche se c’è sempre l’ipotesi Afragolese) ha dato l’agio al tecnico di svincolarsi e di guardarsi intorno. Noi di albamaranto.org abbiamo avuto il piacere di parlare con l’allenatore il quale ci ha “confidato” di essere onorato già solo per essere stato accostato alla Reggina: “D’altra parte, con una piazza calda e passionale come quella di Reggio Calabria che ha conosciuto i fasti della Serie A e della Serie B e in uno Stadio come il Granillo chi non avrebbe un grande motivo di vanto?“







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