“Fuori” L’Aquila e Reggina ma è difficile non “vedere” nella classifica il club del “Presidente” Ghirelli. Stendiamo un velo pietoso per quelle promosse dalla D: molte di esse saranno “bocciate”

Ci è stata comunicata una graduatoria (assolutamente non ufficiale) per un’eventuale ripescaggio che riguarda sia le società che hanno vinto i playoff di Serie D, sia quelle retrocesse dalla C nonché il Milan U23 inserito al primo posto. Resta inteso che Ravenna, Nardò, Alessandria, Brindisi, Fermana, Campodarsego e Romana FC potrebbero avere problemi relativi all’iscrizione come si evince dalla tabella:
1) Milan (Squadra B da Serie A)
2) Siracusa (dalla Serie D – deroga entro il 4/6/2024 per stadio non a norma)
3) Recanatese (dalla Serie C)
4) Ravenna (dalla Serie D – Carpi-Forlì non omologata, “sub iudice”)
5) Fiorenzuola (dalla Serie C)
6) L’Aquila (dalla Serie D)
7) Virtus Francavilla (dalla Serie C)
8) Grosseto (dalla Serie D)
9) Alessandria (dalla Serie C – grossi problemi economici)
10) Desenzano (dalla Serie D – deroga entro il 4/6/2024 per stadio non a norma)
11) Pro Sesto (dalla Serie C)
12) Romana FC (dalla serie D – deroga entro il 4/6/2024 per stadio non a norma)
13) Brindisi (dalla Serie C – problemi economici)
14) Varesina (dalla Serie D)
15) Olbia (dalla C)
16) Campodarsego (dalla Serie D – deroga entro il 4/6/2024 per stadio non a norma)
17) Martina (dalla Serie D – deroga entro il 4/6/2024 per stadio non a norma)
18) Reggina (dalla Serie D)
19) Chisola (dalla Serie D)
20) Corticella (dalla Serie D)
21) Vado (dalla Serie D)
22) Sambenedettese (dalla Serie D)
23) Altopascio (dalla Serie D)
24) Cassino (dalla Serie D)
25) Bassano (dalla Serie D)
26) Nardò (non ha diritto: ultima riammissione lo scorso anno)
27) Fermana (non ha diritto: riammessa nel 2020)
L’intenzione della FIGC, ad ogni buon conto, è sempre quella di prediligere le retrocesse. Da un lato, la Federcalcio si pone la stessa domanda che ci siamo posti nell’articolo di ieri, ossia perché si debbano concedere proroghe e/o deroghe di qualsiasi genere; dall’altro mette in atto una “forma” per salvaguardare il patrimonio di società che, con la retrocessione, si vedono svincolati d’ufficio tutti i tesserati (perciò sono disposte a pagare senza problemi un contributo a fondo perduto, anziché ricostruire dalle fondamenta un’intera rosa). Per certi versi, è comprensibile ma, in fondo, non è giusto perché le norme dovrebbero essere rispettate in toto.
Di Nunno: “Sto vendendo casa per pagare gli stipendi”
«Non ho i soldi, devo pagare gli altri debiti – ha tuonato il vulcanico Presidente del Lecco, Paolo Leonardo Di Nunno nel corso di una trasmissione TV locale lecchese – ho detto al Comune di Lecco di chiedere un’apertura di credito di 350 mila euro per l’iscrizione in serie C. Mi è stato risposto che proveranno a cercare un imprenditore disposto a farlo». E non è finita qui: il proprietario del club manzoniano ha comunicato di aver assolto al pagamento di ben 500 mila euro relativi agli stipendi arretrati di aprile, conditio sine qua non per ottenere l’accesso al campionato di Serie C. «Ora sto vendendo la casa che ho in centro a Milano. Nei prossimi giorni firmerò l’atto e pagherò gli stipendi e i contributi di maggio e giugno. Io sono una persona seria. I creditori aspetteranno, ma non posso fallire. Il Lecco non lo lascio in tribunale, lo lascio al Comune». Senza la fidejussione in tempo utile, però, i blucelesti rischiano di passare dalla B alla scomparsa: «Ci sono ancora otto giorni. Oggi mi ha telefonato il presidente della Lega per sapere cosa ho intenzione di fare. Non ho mai avuto debiti, li ho adesso perché la serie B costa quattro volte C». Fatto sta che è un tira e molla senza fine soprattutto con il possibile acquirente, l’imprenditore Aniello Aliberti, non troppo incline a spendere cifre esorbitanti per un Lecco in Serie C dove le spese sono di gran lunga superiori ai proventi.
Turris: segnali di ripresa?
Per ciò che attiene la Turris, invece, ecco qualche spiraglio nella situazione societaria: patron Colantonio che ha deciso di abbandonare i corallini e non intende tornare sui suoi passi, nelle ultime settimane ha avuto modo di contrattare il socio di minoranza Vincenzo D’Oriano. Il D’Oriano sarebbe effettivamente disposto a prelevare le quote di maggioranza ma alla sola condizione che Colantonio assolvi ai suoi impegni societari fino al 30 giugno. Situazione particolare, non c’è che dire.
A Foggia si va verso la normalità
Pare che sul cielo di Foggia le nubi minacciose si stiano lentamente diradando con patron Canonico sempre più orientato a detenere le quote societarie e ad allestire un team forte per la scalata in cadetteria.
Come stanno le promosse dalla D alla C?
E andiamo alle società di D promosse direttamente in Serie C. Come abbiamo largamente anticipato nella giornata di ieri, sono tanti i club che non potranno iscriversi al torneo di categoria superiore per svariati motivi, primo fra tutti gli stadi che non potranno superare gli standard di idoneità imposti dalla Federcalcio e dalla Lega Serie C. E nell’eventualità di ripescaggi – a parte le graduatorie non ancora ufficialmente stilate dagli organi preposti anche per la mancata omologa di Carpi-Forlì – tutto dipende dalle intenzioni della società di “sperperare” 350 mila euro a fondo perduto per una fugacissima apparizione tra i professionisti per poi ritornare in Serie D con bilanci debitori insostenibili nel breve volgere di 9 mesi. È tutta una questione di praticità e, in virtù di ciò, siamo sicuri che alla “fin della fiera” sarà applicato il buon senso utilizzando il metro del potere discrezionale – sarebbe meglio dire decisionale – della Federcalcio e della Lega di Serie C. Nella graduatoria non vediamo nelle primissime posizioni il club di Francesco Ghirelli, Presidente Onorario dell’Aquila e Vice Presidente della FIGC








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