Quante società sono disposte a versare la cifra di 350mila euro per essere “ripescate” in Serie C?

Vincere la prossima partita al De Simone di Siracusa significa vincere i playoff ma non accerta alcuna garanzia relativo all’accesso in terza serie. Sarebbe stato necessario avere un buon punteggio alla fine del campionato per sperare in tutta una serie di circostanze.
Va da sé che la classifica completa sarà stilata all’indomani degli esiti degli “spareggi” ma non garantirebbe alcunché alle società che vincono i playoff . Al momento, la graduatoria prenderebbe in considerazione alcuni parametri a cominciare dalla media punti. In questo momento è il Siracusa ad avere la “maglia rosa”, in quanto ha concluso la stagione regolare con una “media punti” di 2,38. Dietro ai leoni azzurri c’è il Ravenna con 2,06 (la situazione dei romagnoli è da verificare: retrocessi in serie D al termine della stagione 2019/20, furono in seguito riammessi), L’Aquila a 2,00, Piacenza a 1,95, Dolomiti Bellunesi a 19,4 (entrambi sconfitte al primo turno, così come la Vibonese a 2,12, il Pro Palazzolo a 1,92, il Follonica Gavorrano a 1,91) e poi Martina a 1,94 (nel 2020 ha subito una penalizzazione) per continuare con Nardò (ripescato già nel 2020) e Reggina ferme a 1,91, Chisola a 1,89 e Grosseto a “quota” 1,85 e via via tutte le altre. Tutt’al più ci sarebbe da sommare un più 0,50 al Follonica Gavorrano nel caso di vittoria in Coppa Italia di categoria (contro il Trapani pigliatutto) sebbene sia stato battuto dall’Altopascio al primo turno dei playoff. Un terzo parametro da tenere in altissima considerazione è il cosiddetto G.d.V. (Giovani di Valore) che dovrebbe premiare le società con maggior utilizzo di under oltre la quota prevista dal regolamento del campionato con un punteggio aggiuntivo pari a 0,05 punti. Al 12 aprile (data dell’ultimo aggiornamento da parte della L.N.D.) era la Dolimiti Bellunesi ad avere il miglior piazzamento con un minutaggio di 1001 anche se anche i bellunesi (come già riferito) sono stati eliminati dagli spareggi. È bene comunque sapere che sarà previsto un bonus del 10% per i club che svolgono per intero il settore giovanile.
Comunque vada, la Reggina avrà la necessità, l’obbligo e il dovere di vincere a Siracusa. Stop. Successivamente gli organi federali preposti stileranno tre distinte graduatorie che comprendono rispettivamente le nove società vincitrici dei playoff di Serie D, poi quella delle nove perdenti e per ultima quella comprendente le 18 squadre eliminate al primo turno. Quindi ci saranno le retrocesse dalla Serie C nonché il Milan che ha già “informalmente” annunciato di voler scendere in campo con una rappresentativa Under 23 al pari di Juventus Next Gen e Atalanta U23. Ribadiamo che Nardò, Martina e Ravenna potrebbero essere tagliati fuori per cui, con l’eventuale sconfitta del Siracusa ad opera degli amaranto e della contemporanea vittoria contro la Sambenedettese, il L’Aquila del Presidente Francesco Ghirelli (ex Presidente della Lega Pro dal 2018 al 2022 e attuale Vice Presidente della F.I.G.C. dal 2022) aumenterebbe sensibilmente le possibilità di staccare il pass per la Serie C. Dietro gli abruzzesi ci sarebbe (il condizionale è d’obbligo) proprio la Reggina – ripetiamo – solo in caso di vittoria in quel di Siracusa.
Ad ogni modo sarebbe meglio evitare di fare calcoli anche perché il pallone rimane pur sempre sferico e in queste categorie non bisogna dare nulla per scontato o preventivabile.

E, dulcis in fundo, passiamo a parlare di soldi, di palanche, di sghei, di picciuli…. Agli amaranto non basterebbe rispettare i criteri che dovranno essere resi noti dalla FIGC, come ad esempio le caratteristiche dello stadio o – magari – il blasone oppure la sede di città metropolitana, eccetera come negli anni passati altrimenti Ballarino & Co avrebbero già potuto stappare il migliore Champagne in commercio. I tifosi della Reggina dovrebbero – anche e soprattutto per render pan per focaccia rispetto a quanto hanno fatto alcune tifoserie nella micidiale estate dello scorso anno – “sperare” (sarebbe meglio usare il termine più appropriato ossia “gufare“) che le squadre davanti a loro non rispettino tali criteri e, allo stesso tempo, aspettare che tre o più club di Serie C non si iscrivano perché, in caso contrario, la precedenza sarebbe assegnata alle squadre retrocesse dalla C. Ad oggi sono parecchie le società con seri problemi economici e con difficoltà oggettive ad iscriversi. Esempi? Turris e Foggia tra le più conclamate (perché non hanno un presidente al momento e difficilmente lo avranno entro la data del 4 giugno) ma si può andare avanti con l’Ascoli costretto a pagare gli stipendi di marzo ed aprile prima dell’iscrizione in Serie C e all’indomani del “capitombolo” dalla B; con il Lecco il cui presidente Di Nunno intende “chiamarsi fuori” sebbene non riesca a trovare un acquirente vista la “piazza fredda, disinteressata e disillusa”. Attenzione perché i sodalizi alle prese con difficoltà economiche sono molti di più: ad esempio del Padova con un’esposizione debitoria pesante si parla poco eppure la complicazione esiste, così come in seno al Taranto nonostante Eziolino Capuano abbia compiuto un vero capolavoro nella città dei due mari. Per non parlare di Sampdoria, Inter, Milan, Cagliari per fare semplici esempi che nessuno sbandiera. Ma ritorniamo a bomba. Dicevamo dei soldi: per richiedere la possibilità di essere ripescati nella terza serie nazionale occorre infatti versare la cifra di trecentocinquantamila euro a fondo perduto che, in caso di ripescaggio, verrebbero utilizzati per la quota di iscrizione. Cifra che – sicuramente, vero Professor Ballarino? – la Reggina sarebbe disposta a versare. Ma quante altre società sarebbero orientate a dilapidare una cifra così grossa col rischio – magari – di disputare un solo anno in C (come fatto da Lecco e Feralpisalò in B) che – ad ogni buon conto e per buona pace dei tifosi di Perugia, Spal e Benevento – non avrebbero potuto neppure iscriversi per i noti problemi legati alla mancanza di uno stadio idoneo e quindi con regolare omologa. E stiamo parlando di una Serie C dove le spese da sostenere sono più ingenti rispetto alla D – viste le trasferte più lunghe e costose e gli ingaggi dei giocatori di un livello certamente superiore – a fronte di guadagni decisamente irrisori. Il Mantova, la scorsa estate, è stato “riammesso” in C (grande e storica piazza) perché il Pordenone non aveva presentato alcuna domanda di iscrizione, mentre Atalanta Under23 e Casertana sono state “ripescate” dopo il mancato accoglimento delle iscrizioni di Siena e Reggina (e comunque dopo la riammissione del Mantova: quest’ultima era ufficiale già il 24 luglio, non a fine agosto). Anche quest’anno ne potremo vedere delle belle…







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