Brutta partita quella giocata dagli amaranto contro un Portici più vivo che mai. La compagine di Trocini sta vivendo un periodo di evidente e pericoloso appannamento

Qualche novità di formazione in casa amaranto: Dervishi rientra nell’out destro della difesa così come Marras ritorna dal primo minuto sul lato sinistro dell’attacco con Mungo (presente dopo aver scontato il turno di squalifica) e Barillà in sala di regia per il solito 4-3-3 che prevede Bolzicco possibile bocca di fuoco con Zucco e Perri larghi. Anche i vesuviani – diretti dal reggino Carmelo Condemi da ieri – si dispongono con quattro difensori (Pelliccia, Franzese, Zanoni e Carullo), un mediano (Marcucci) e due cursori (Teyou, Sellaf) e tre attaccanti (Mauri, Maione, Turchet). In porta il bravo De Luca. Nonostante la giornata feriale e l’ora impossibile, gli spettatori sono quantificati in 3500 unità.
Con la cronaca iniziamo dal minuto 16 allorquando Zanoni, in modo totalmente indisturbato, batte Velcea con un bellissimo lob sugli sviluppi del primo calcio d’angolo: Portici in vantaggio. E per giunta potrebbe raddoppiare qualche istante dopo su iniziativa di Maione il cui tiro, però, viene neutralizzato dal portiere amaranto.
La squadra di Trocini letteralmente assente in questa fase iniziale del primo tempo. In tutto questo ci si mette anche l’arbitro Spedale di Palermo quando al 27’ non concede un vistoso fallo in area di Franzese su Barillà.
Al 35’ la Reggio Calabria perviene al pareggio con Mungo pronto a sfruttare un invito di Porcino dal settore sinistro mentre precedenza Perri si era divorato un gol praticamente fatto.
Al 40’ è Marras a mandare di poco oltre la traversa su assist di Zucco a conclusione di un’azione corale. Se fino al 35’ il pareggio tutto sommato sarebbe giusto, da questo momento è solo Reggio Calabria che, ad ogni buon conto, non gioca ad altissimi livelli e con trame di grande spessore.
Ad inizio ripresa Lika prende il posto di Marras ed al 46’ l’albanese si divora il gol del vantaggio mandando alto sopra il montante da ottima posizione e con la porta vuota. Poi il nulla cosmico da entrambi le parti fino alla mezzora quando Maione, a botta sicura, mette i brividi a Velcea scheggiando la traversa. Al 65’ è invece Girasole a mandare di poco a lato col destro un pallone calciato da calcio d’angolo. I ritmi della gara risultano blandi e ne consegue che il gioco sia inesistente e che si infiammi solo per improbabili iniziative personali che non danno risultati significativi. Insomma, tanto possesso palla amaranto ma letteralmente sterile.
A nove minuti dal termine gli ospiti si portano incredibilmente in vantaggio: Marcucci si invola sulla sinistra e serve col contagiri Orefice (entrato pochi minuti prima al posto di Turchet) che non ha alcuna difficoltà a battere il portiere per il 2 a 1 ospite.
Due minuti più tardi il portiere avversario smanaccia la sfera e manda verso Mungo che di destro gonfia la rete per il pareggio amaranto. Errori a gogò in una partita brutta davvero.
Una prestazione che lascia inebetiti. Una gara che ha fornito un dato di fatto emblematico: questa Reggina sta vivendo una pericolosa involuzione tecnico-tattica che la rende molle, prevedibile, lenta e impacciata. Il problema è sempre quello: con Mungo (sebbene abbia fatto doppietta) fuori ruolo, Barillà oramai alla frutta, Bolzicco che non vede una palla, Perri, Zucco, Provazza, Lika e Simonetta che non riescono a imprimere velocità sulle fasce, la squadra risulta evanescente, sgonfia e prevedibile. Lasciatecelo dire: assistere ad una partita della Nuova Reggina è diventato un vero e proprio supplizio.
Nonostante lo scialbo pareggio interno, questa sera la Nuova Reggina rimane al quarto posto in classifica a quota 37 a pari punti della sorprendente Città di Sant’Agata (che non è andata oltre il pareggio per uno a uno in quel di Locri) e distanziando di una lunghezza il Casalnuovo fermato in casa dal Trapani. Niente di rotto quindi in chiave playoff ma – ripetiamo – quello che preoccupa maggiormente è la condizione fisica e mentale dei ragazzi di Mister Trocini. E preoccupa – e non poco – la prossima trasferta di domenica prossima a Licata che avrà il dente avvelenato dopo la sonora sconfitta (4-0) subita a Barcellona Pozzo di Gotto contro la Nuova Igea








Rispondi