I destini degli uomini sulla Terra percorrono strade spesso impensabili, ed ogni cammino presenta peculiarità singolari dove ti rifletti in vittorie, ti scontri in cadute libere, risalite dal basso, maturi in sconfitte, ti rialzi e lotti più forte

“Prima o poi giocherai al Granillo, lo sento”. È la storia di Danilo Abbate, classe 1998, di Altavilla Milicia (PA), centrocampista della Nuova Igea Virtus, elemento che ha dato un notevole contributo alla promozione maturata dai giallorossi lo scorso anno, unita alla vittoria della Coppa Italia Sicilia.
E la frase “prima o poi giocherai a Reggio” è ciò che lo stesso Danilo Abbate si sentiva dire spesso da piccolo da un suo cugino di Reggio, tifosissimo amaranto, fra maglie amaranto donate nei cesti natalizi da unire ai consueti gadget del Palermo Calcio. Ma Altavilla Milicia è quel micromondo che ancora resiste e mantiene tradizioni vecchio stampo.
Ad Altavilla Milicia, luogo di storica basilica mariana, si cresce così, con i valori ancorati nel tempo: giocando in strada rincorrendo palloni in partite infinite ed in voli pindarici di Super Santos che si “arroccano” fra “la villa” e il “belvedere”. I ragazzi del luogo, sin da piccoli, somatizzano per via naturale quel romanticismo spontaneista (tramandato dalle generazioni che nel frattempo sono cresciute), perduto, purtroppo, nei grossi centri dove le piazze e le strade si sono svuotate dalla gioventù che gioca libera. E in mezzo a quei nugoli di ragazzi che giocano in strada, Altavilla si presenta agli occhi di un turista come un baluardo contro la deriva di una modernità liquida che ha allontanato la gioventù dalle piazze. E la storia di Danilo, figlio di un territorio genuino, è una storia di dignitosa umiltà, specie quando si ha la fortuna di formarsi proprio nelle giovanili di una gloriosa società calcistica come il Palermo, entrare al Barbera tenuto per mano da Gilardino (in un Palermo-Fiorentina d’annata), per poi abbracciare esperienze in giro per l’Italia fra Torres, Ebolitana, Mazara del Vallo, Cuneo, Gubbio (Berretti), Milazzo.
Ed è proprio in Piemonte che questo ragazzo realizza una delle sue perle calcistiche da far vedere un giorno ai figli, con un meraviglioso gol realizzato alla Juventus dei giovani attraverso una sciabolata da fuori aria all’incrocio dei pali, vestendo la maglia dell’Aosta nell’anno 2013. Aveva 15 anni il ragazzo e già mostrava la propria stoffa.
Ma come sosteneva il buon Osho Rajneesh, “di ogni verità è vero anche il contrario”. Nel senso che il talento del giovane è stato, purtroppo, penalizzato da diversi infortuni che hanno condizionato un percorso di crescita, ma risiede proprio nella storia di un infortunio il destino incrociato di Danilo Abbate con la Reggina.
È il 2015 e la Reggina, ripartita da zero dopo il fallimento, è in procinto di reclutare nuove leve per la ripartenza che la vedrà poi promossa in Serie C a campionato finito tramite ripescaggio.
Il nome di Danilo Abbate, ad un passo di divenire maggiorenne, spunta fuori e viene consegnato a un ex dirigente pro tempore della società amaranto, che da quel Signore che è sempre stato, nel calcio e nella vita, si mostra disponibile a visionare il talentino Siciliano. Ma vi è un problema di fondo: il ragazzo è seriamente infortunato, ma ciò non crea alcun problema al dirigente amaranto pro tempore che si dimostra disponibile dapprima a farlo curare in città per poi, una volta guarito, valutarlo per l’inserimento in rosa.
Purtroppo, il perdurare dell’entità dell’infortunio non permette al ragazzo di staccarsi dal ciclo di cura già iniziato, dunque di avvicinarsi alla società amaranto e i destini si allontanano definitivamente. La maglia amaranto rimane solo un vecchio dono ricevuto da piccolo dal cugino tifoso della Reggina, Danilo tornerà in campo solo un anno e mezzo dopo con la maglia della Torres.
In vista della partita di mercoledì prossimo fra la Nuova Igea Virtus e la nuova Reggina (la società amaranto attuale, da come ribadito in sede di conferenza dal DG Ballarino, è in attesa dei tempi burocratici finalizzati all’acquisizione del nome Reggina e di tutto l’asset legato alla storia e all’identità), scambiamo proprio due chiacchiere con il giovane Danilo Abbate:
Domanda: Che campionato si propone di fare la Nuova Igea Virtus in tema di ambizioni?
Risposta: “Sicuramente una salvezza tranquilla. È un obiettivo finalizzato sin dall’inizio dopo la promozione avvenuta l’anno scorso. Tutto il nostro impegno costante, partita per partita, è proiettato per questo obiettivo”.
Domanda: Quale squadra ti ha maggiormente impressionato quest’anno e da quale ti aspettavi di più?
Risposta: “La Vibonese è una squadra che mi ha particolarmente colpito, lo dico in tutta onestà. Al di là della loro vittoria contro di noi abbastanza netta, devo riconoscere che è una squadra che fa davvero un bel calcio. Da quella da cui mi sarei aspettato di più, al momento, non saprei, anche perché il campionato è ancora lungo ed è in corso di svolgimento. I conti, in questo caso, si fanno sempre alla fine”.
Domanda: Si parla di una nuova rimodulazione dei calendari nel girone di ritorno. Cosa pensi a riguardo?
Risposta: “E’ chiaro che, sin dall’inizio, in parte, si è trattato di un campionato un po’ falsato per via di svariate motivazioni. Preciso che, ad esempio, trovo davvero assurdo il fatto che una nostra vittoria contro il Lamezia Terme debba essere invalidata solo perché una società decide di punto in bianco nel mezzo del campionato di ritirarsi. È chiaro che i calciatori del Lamezia Terme e tutto il suo staff in tutto questo non c’entrano niente e sono i primi danneggiati di quanto avvenuto, ma anche gli avversari, fra cui noi, che sul campo hanno vinto, hanno subìto un ulteriore danno ingiusto e ritengo debbano sentirsi tutelati”.
Domanda: Con quale modulo ti adatti meglio in campo?
Risposta: “Sono un centrocampista abbastanza duttile per natura e riesco ad adattarmi a diversi moduli che i mister attuano. L’anno scorso, con il mister Ferrara, riuscivo a giocare con il 3-4-3, ma anche quest’anno in Serie D, con mister Di Gaetano, mi adatto bene al 3-5-2 voluto dal mister. È ovvio che ogni allenatore ha la propria veduta di gioco ed impronti la propria impostazione tattica, ma grazie a Dio io riesco ad adattarmi ad ogni modulo o cambiamento”.
Domanda: Che sensazione avrai giocare per la prima volta al Granillo, in un palcoscenico che fino a qualche anno fa ospitava squadre di Serie A in una piazza come Reggio che fino all’anno scorso duellava per la Serie A?
Risposta: “Sicuramente un’emozione, è la prima volta che metto piede al Granillo come calciatore. Ricordo le partite della Reggina contro il Palermo in Serie A quando, da piccolo, quando facevo parte del settore giovanile rosanero dove sono cresciuto. Il Granillo è un campo che ha ospitato gente del calibro di Zidane, Ibra, Totti, Del Piero, Zanetti, Maldini e tanti altri campioni che hanno calcato palcoscenici importanti”.
Domanda: A tuo avviso che partita ci si potrà aspettare mercoledì?
Risposta: “Scenderemo in campo per dare il massimo come ogni partita. Daremo il massimo impegno per fare tutti, come squadra, una grande prestazione. Vogliamo figurare bene e chiudere quest’anno solare e calcistico con un risultato assolutamente positivo”.
Buona fortuna Danilo, ma per il gol attendi ancora una settimana….
Intervista realizzata da Domenico Romeo per AlbAmaranto.org







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