In questi tre giorni scopriremo se per LFA sarà “vera gloria“
di Rocco Genovese
Classifiche alla mano, non solo “il trio delle meraviglie” al vertice del girone I, ma anche la LFA Reggio Calabria con i punti che ha raccolto fino ad ora (per noi sono 17 in 8 partite: la decisione in merito al risultato della sfida con il Città di Sant’Agata è una pura formalità) potrebbe puntare alla prima posizione in tutti gli altri raggruppamenti della serie D.
Tutti i discorsi sulla partenza in ritardo e sulle difficoltà di reperire elementi già pronti a campionato iniziato sono condivisibili, ed è innegabile la bontà del lavoro svolto nell’ultimo mese e mezzo da dirigenza e guida tecnica, ma è forte la sensazione che il girone più meridionale della serie D 2023/24 sia anche quello più povero di valori tecnici, se una squadra quasi del tutto composta da svincolati che non hanno effettuato un precampionato degno di questo nome sta scalando agevolmente una classifica guidata da una squadra che ripassa settimanalmente la tabellina del 3 e dove la vicecapolista ha messo a referto due vittorie con 6 reti all’attivo, una (proprio ieri) con 5, un’altra ancora “solo” con 4.
Nel giro di 3 giorni siamo passati dalla forte contrarietà di una tifoseria che giustamente riteneva di “meritare di più” (oltre al “video motivazionale” del buon Carminello, che esortava a modo suo Ballarino e compagnia a “posare le chiavi“) all’ottimismo più smodato, da una “brutta, bruttissima Reggina” (come ha titolato il nostro direttore) ad una squadra che ha asfaltato un brutto, bruttissimo Fc Lamezia Terme, da un 3-0 a tavolino ad uno senza tavolino.
Dopo la bella prova di mercoledì sarebbe un grave errore sottovalutare la sfida dell’ “Aldo Campo“, magari perché già con la testa a quella di Ognissanti con il Trapani: i campionati si vincono battendo le “piccole” (o presunte tali) e portando a casa le “partite sporche“, e quello di Ragusa sarà un buon banco di prova della consistenza e della maturità del gruppo amaranto. Se in casa LFA vogliono legittimare il quarto posto in graduatoria, dimostrando di non essere lì sol perché gli attaccanti di Portici e Gioiese si sono divorati l’impossibile ed il tecnico del Città di Sant’Agata l’ha combinata grossa, lo capiremo tra qualche ora.
In ogni caso, certi giochi non saranno chiusi neppure se non dovessero arrivare 6 punti nelle prossime due partite e la distanza dalla vetta dovesse tornare ad apparire consistente (i tifosi del Brindisi lo hanno sperimentato lo scorso anno). In autunno la classifica è sempre meglio non guardarla troppo, neppure quando ti sorride: anche questo fa bene all’equilibrio…






Rispondi