Fanno discutere le decisioni prese dalla Co.Vi.Soc. Il Comunicato ufficiale della Reggina

Reggina e Lecco fuori. Gli amaranto solo per l’inadempienza del pagamento relativo ai 784.122,00 euro di tasse relativo lo stralcio del debito nei confronti dello Stato. Adempimenti che non sono stati ottemperati entro il termine stabilito dalle norme federali sebbene la Sezione Fallimentare del Tribunale di Reggio Calabria abbia indicato il pagamento “entro la data del 12 luglio ’23”. Un’incauta (la vogliamo definire tale?) presa di posizione del proprietario della Reggina che ha voluto così sfidare gli organi “endofederali” i quali, avendo il coltello dalla parte del manico, ha inteso punire la società escludendola dal campionato di B. Quello che maggiormente fa specie, è la motivazione: la richiesta di iscrizione alla Serie B della Reggina, secondo la Co.Vi.Soc., “non può essere accolta perché la sentenza del Tribunale che ha autorizzato l’omologazione della ristrutturazione del debito è da considerare ancora “non definitiva” in quanto Cellino ha intentato ricorso d’Appello“. In ogni caso se Felice Saladini dovesse pagare i 780 e passa mila euro potrebbe andare avanti nei ricorsi o qualsiasi altra Commissione direbbe “la sentenza non è definitiva”? Bisogna quindi aspettare che il Tribunale celebri l’Appello e magari la Cassazione (detto terra terra…) sperando che la Reggina così facendo possa affossare definitivamente il “rondinellato”. A questo punto, ossia ad agosto inoltrato, senza squadra, tecnico, DS, DG e quant’altro, come lo si affronta un campionato duro come quello cadetto?

E’ di pochi minuti fa il comunicato ufficiale della Reggina che riportiamo integralmente:

La proprietà della Reggina in coerenza con l’azione portata avanti nell’ultimo anno sta proseguendo attraverso i suoi consulenti e legali le azioni a tutela del patrimonio storico ed economico della società.

Nell’ultimo anno sono state investite ingenti risorse per consentire il risanamento e il rilancio del Club.
In conformità con quanto stabilito dal Tribunale di Reggio Calabria, a giugno 2023 sono stati inoltre versati ben 5,5 milioni di euro e programmato il versamento delle scadenze del prossimo 12 luglio, seguendo le indicazioni della sentenza di omologa.

I colloqui con i potenziali investitori stanno proseguendo nella dovuta riservatezza al fine di garantire sana e prospettica continuità aziendale.

E’ sempre stato un impegno di questa proprietà dare tutte le informazioni quando ci sono dei fatti concreti. Riguardo le recenti osservazioni della Covisoc si sta collazionando un articolato documento che illustrerà il percorso amministrativo che la Società ha seguito sotto l’egida dell’accordo di ristrutturazione.
Appena ci saranno fatti concreti da comunicare lo faremo tempestivamente.


Oggi, più che mai, dobbiamo essere uniti per sostenere la nostra Reggina, unendo tutte le forze.

Per quanto riguarda il Lecco, invece, la mancata comunicazione dello stadio di riferimento in alternativa al non omologato Rigamonti-Ceppi di Lecco. Un fatto increscioso che sa di guazzabuglio: prima si, poi ni e infine no. Cinquant’anni d’attesa buttati praticamente nel “cesso” per una pec… Una pagliacciata tutta italiana.  

Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, ha avuto modo di parlare del Lecco attraverso un’esternazione che non ha bisogno di commenti: “Siamo un paese di pagliacci sotto tutti i punti di vista. Un circo senza precedenti; la Covisoc, Federazione e Leghe non trovano soluzioni. Se non fanno iscrivere il Lecco che dopo 50 anni ha ritrovato la Serie B il calcio non ha più un significato. Al di là del fatto che possa essere una piazza piccola o grande o un Presidente che può piacere o meno. Una squadra che vince un playoff fatto a 60 squadre e poi non va in B dovete chiudere il calcio ed a me del Lecco non frega niente ma è la meritocrazia. Finitela, trovate una soluzione, fateli giocare a Lampedusa, fate una multa a Di Nunno che i soldi li ha, le fideiussioni le paga e può comprare anche le federazioni”

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