di Giuseppe “Fossa” Criaco

Ieri a Milano, al Palazzo del CONI ho assistito alla presentazione dell’ultimo libro di Marco Bellinazzo, giornalista, blogger del “Il Sole24ore” (Calcio & business) e scrittore, LE NUOVE GUERRE DEL CALCIO edito da Feltrinelli. Partecipavano all’evento anche Alessandro Antonello, Amministratore delegato dell’INTER, e Marco Riva Presidente del CONI Lombardia.

Marco Bellinazzo è uno dei più profondi conoscitori dei legami tra calcio e affari, tra calcio e business e di quanto ormai il calcio “non è più un gioco, ma un comparto industriale” come dice Andrea Agnelli. Ma nel suo libro Bellinazzo denuncia anche come il rettangolo di gioco stia diventando scenario delle nuove guerre che si stanno combattendo tra i vari potentati economici della terra e dell’economia (Arabi, sceicchi e yankee tra tutti, con i cinesi ormai a margine) e di cui le vere vittime sacrificali sono appunto i tifosi e tutti coloro che ancora vivono il calcio come una emozione non come un “comparto industriale. Appunto. Con buona pace dell’ex n. 1 della Juventus.
A margine di questo evento abbiamo scambiato alcune battute con l’autore (in esclusiva per i tifosi reggini) sul controverso “Caso Reggina” e sulla intricata vicenda di cui la società amaranto si è resa protagonista in questi ultimi sei mesi.

Dott. Bellinazzo le pagine dei giornali sono piene (da mesi) del “Caso Reggina” e proprio dalle pagine de “Il Sole 24ore” lei segue e scrive, abitualmente, sulle problematiche tra calcio e business. Mi può dare una sua impressione fuori dal perimetro cittadino reggino, ma in base a quello che si percepisce a Milano.
Mha, io direi che è una delle tante storie di un calcio che fa fatica ad andare avanti, che vive di squilibri economici importanti e quindi necessita di sostegni di proprietà che abbiano risorse. E questo, diciamo, al giorno d’oggi è impensabile (trovarli con facilità nds) considerando gli sforzi economici che servono. Nello specifico posso dire che chiaramente la situazione della Reggina è stata molto particolare, che però per quanto esista un’autonomia dell’ordinamento sportivo dalle norme statali, dal mio punto di vista queste ultime (quelle statali nds) devono restare prevalenti e quindi per quanto il trattamento sia stato privilegiato nel “super sconto” garantito dal Fisco (da parte del Tribunale fallimentare di Reggio Calabria nds) però la Reggina si è appoggiata ad una legge dello Stato e quindi dal mio punto di vista non ha compiuto nessun tipo di illecito o scorrettezza, tanto è vero che poi quella Legge è stata cambiata e modificata. Ma si agisce sulla base di quelle leggi che sono approvate e vigenti nel momento in cui certe decisioni e certe soluzioni vengono adottate.
Naturalmente. Questo è il pensiero comune, il problema è ancora attuale, tanto è vero che ancora oggi la (situazione finanziaria nds) Reggina è subjudice alle verifiche da parte della Co.vi.soc. Per cui molti si interrogano, ma non era finito tutto con la cosidetta “omologa” (sempre del Tribunale di Reggio Calabria nds)
L’omologa ha permesso che quel tipo di sconto fosse ammesso e quel tipo di soluzione fosse accettata anche dalle istituzioni sportive. Le verifiche in corso riguardano tutti gli adempimenti che devono essere completati ai fini dell’iscrizione (da parte della società amaranto nds). Quindi è su questo che adesso si pronuncerà la Co.vi.soc.
Esattamente. Il problema però adesso è l’ennesimo cortocircuito (normativo) in quanto la Legge dà dei tempi per questi adempimenti e quindi il Tribunale reggino nel dispositivo di omologa, la Lega ne da altri. La Reggina in mezzo al guado chiedendosi, a chi devo ascolto e come posso farlo
L’ordinamento sportivo naturalmente ha delle pretese e dei tempi che riguardano tante società e chi governa le cose dello sport cerca di porre delle condizioni che siano eque per tutti. Chiaro che la situazione è un po’ sfuggita di mano proprio per questo circuito normativo che si è creato, ma proprio perchè non è colpa della Reggina bisognerebbe trovare una soluzione di compromesso e quindi se la Reggina ha adempiuto a tutti gli obblighi che aveva: tributari, finanziari, contributivi relativi agli stipendi, deve essere garantita a mio avviso l’iscrizione della Reggina. Viceversa bisogna garantire l’equo trattamento. Dopo di che la situazione non può essere portata avanti e i rimedi vanno trovati proprio nel conciliare tempi modi e principi delle due leggi: di quella ordinaria e di quella sportiva (cosa che l’adeguamento alle Norme Federali dell’aprile scorso avrebbe cercato di fare nds). Perchè sicuramente si creerà un altro caso Reggina.
Assolutamente. Prima di salutare Marco Bellinazzo facciamo l’ultima domanda. Alla luce di quello che ha appena detto, e per non rendere le cose facilissime, è di qualche giorno l’annuncio del patron amaranto Saladini che dice “metto la società in vendita”. Può essere stato questo il vulnus che sta inquietando il Palazzo del calcio di Serie B adesso, e le parole di Balata prima e di Gravina dopo sono lì a confermarlo.
Beh è chiaro che nel momento in cui si vanno a districare questioni così ingarbugliate ci si aspetterebbe quanto meno di avere una continuità, con una proprietà solida che dia determinate garanzie e invece queste dichiarazioni e la situazione che c’è attorno alla Reggina da troppo tempo non danno questo tipo di certezze. Io credo che siccome il calcio è un bene pubblico debba esserci come priorità quella di garantire e assicurare la stabilità del titolo sportivo nell’interesse dei tifosi e della piazza. Questo appunto affinchè tutto sia compatibile con un rispetto di pieno sistema delle regole. Quindi anche se le regole non piacciono e possono creare distorsioni, la situazione va accettata e consolidata. Le regole chiaramente però non vanno cambiate durante i campionati, perchè altrimenti sì, che in quel caso, si creano delle vere distorsioni.
Saluto il dottor Belinazzo e lo lascio alle interviste televisive. mentre io guadagno l’uscita. Queste parole e queste considerazioni, dette e ascoltate in un Palazzo dello sport come quello del Coni, sinceramente rinfrancano in parte gli animi, perchè restituisconoe la certezza che il modo ed i tempi con cui la Reggina si è districata nel groviglio di norme e regolamenti è stato lecito e legittimo. Sebbene tanto osteggiato
Adesso a microfono spento cerco di sistemare nella mente il significato delle parole del giornalista e scrittore de “Il Sole24ore”, memore di tutti questi mesi di inchiostro e di polemiche, se non di cattiverie, che hanno caratterizzato la stagione della Reggina e della stessa tifoseria amaranto.
Quella di oggi è stata una chiacchierata importante, con Marco Bellinazzo, che mi ha permesso di raccogliere quelle che sono le impressioni e le sensazioni fuori dal perimetro reggino e soprattutto “fuori dal pregiudizio” di certe penne e di certa stampa.
Ed oggi esco dal Palazzo del CONI con l’ennesima conferma: la Reggina ha agito secondo Legge ma adesso è necessaria una proprietà forte, per non ribaltare quelle regole scritte (e non), dove il rapporto tra calcio e affari non può non tenere conto che entrando in uno stadio ed acquistando un biglietto il tifoso acquista uno spettacolo (quindi non solo una partita di calcio), ma al contempo la società di calcio sta vendendo allo stesso tifoso una “aspettativa di emozione”. In una reciprocità che ha una definizione ben precisa: Rispetto della Passione. Dove chi comanda non è solo il valore finanziario che la squadra potrà avere in borsa domani dopo quella vittoria. Ma comanda anche il cuore, dei tifosi, che con quella vittoria e per quei novanta minuti ha potuto battere libero e felice dimenticando le ambasce quotidiane con cui ognuno di noi, oggi, deve fare i conti.
E per questo motivo, in nome di questo Rispetto della Passione, chiediamo al patron Felice Saladini di recitare l’ultimo atto della sua “stagione” in fretta e con coscienza, per dare alla città ed alla tifoseria quel rispetto, ed una nuova governance forte e credibile, dopo tutte le continue sofferenze (sportive) di questi mesi.
Sarà perchè da sempre la mia passione mi ha portato ad amare questo gioco racchiuso in un rettandolo verde di 105 x 68 metri (standard consigliato dalla FIFA), sarà perchè anche grazie al calcio ho conosciuto le lacrime di gioia, per una vittoria insperata, all’inizio, ma sono fermamente convinto che il calcio, oggi, meriterebbe il rispetto e la riverenza che si esige per le cose più preziose. Solo così è possibile ritrovare, tra farplay finanziario, esigenze di bilancio, sostenibilità economica (dove i numeri talvolta contano più delle emozioni), ma anche passione calcistica ed il rimbombo dei cori delle Curve, quell’equilibrio e quella (per quanto possibile) genuinità che ci porta ancora a vivere il calcio con la certezza di assistere allo spettacolo più bello del mondo. E tutto questo prendendo posto in uno stadio futuristico di Premier Lague come in un campetto di provincia. E chi ama il calcio questo lo sa. E non bastano certo queste parole a descriverla quella sensazione impalpabile ma vera. Perchè ognuno di noi, in uno stadio, questo lo vive con l’anima e il con cuore, felice sotto le proprie bandiere. Anche e soprattutto a Reggio Calabria.
Giuseppe “Fossa” Criaco






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