di Giuseppe “Fossa” Criaco

Sul sito “Fisco e Tasse di oggi appare un articolo “RIFORMA DELLO SPORT: decreto legge correttivo approvato il 15 giugno) dove si legge:

“Con un comunicato stampa del 15 giugno il Governo ha annunciato l’approvazione durante il CdM tenutosi ieri di un decreto legge (leggi qui) che introduce disposizioni urgenti in materia di organizzazione amministrativa, sport e organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica del 2025”.

Sul tema dello sport il comunicato sottolinea che il DL, tra le altre norme urgenti, introduce:

  • la previsione che, per le società sportive professionistiche, solo le plusvalenze biennali (e non più annuali) contribuiscono a formare reddito;
  • norme sui giudizi sportivi comportanti penalizzazioni di punti, che dovranno iniziare non prima della fine del campionato e concludersi non oltre l’inizio di quello successivo;
  • la previsione per le società sportive professionistiche a controlli di natura economico-finanziaria per garantire il regolare svolgimento del campionato;”

Ed ecco il punto, l’ultimo, che cancellerà Reggio Calabria e la Reggina dal calcio che conta

E lo cancellerà alla luce di quella che è la vera essenza del Provvedimento che benissimo veniva illustrata ieri in un altro sito “Calcio Finanza” (Non solo plusvalenze: il Governo accende i fari sui conti del Club) dove si legge:

“Come riporta l’edizione odierna di MF-Milano e Finanza, la questione della salute dei club non riguarda solamente la Serie A, ma è un paradigma che sarà riproposto anche per le leghe minori (ecco la polpetta avvelenata confezionata apposta per la Reggina – nds), dove molto spesso si verificano situazioni di fallimenti a campionati inoltrati che di fatto condizionano la competizione. Il Governo interverrà proprio in quest’ottica con un nuovo decreto sulla Pubblica amministrazione, prevedendo, tra le altre norme, che la classifica non possa più cambiare a campionato in corso per effetto delle sentenze della giustizia sportiva”.

Ecco il provvedimento “più volte brandito” dal Ministro Abodi per la Reggina e per colpire chi aveva l’ardire (e la competenza aggiungiamo noi) di fare “giurisprudenza”.

Un Provvedimento “sportivo” questo che vuole andare oltre, stravolgendola, una sentenza non altrimenti appellabile di un Tribunale della Repubblica. Una sorta di “redde rationem” contro chi aveva avuto l’ardire di trovare “secondo Legge” una via di uscita da una situazione debitoria non più sostenibile. E senza commettere alcun illecito. Intollerabile.

Purtroppo questo non è piaciuto ai padroni del calcio che immediatamente hanno preteso l’intervento della politica per sanzionare e colpire una società che tanti già davano per spacciata e che invece utilizzando solo una legge dello Stato aveva saputo mettersi in salvo.

Perché ribadiamo questo punto:

  • la previsione per le società sportive professionistiche a controlli di natura economico-finanziaria per garantire il regolare svolgimento del campionato;”

significa che al di là di quanto statuito dal Tribunale fallimentare di Reggio Calabria basterà che la Co.Vi.Soc oppure “qualunque altra autorità” potrà scenderà a Reggio e valutare “senza possibilità di appello” la non idoneità della struttura economico finanziaria della Reggina 1914 Srl per cancellare la squadra da un campionato di serie B strameritato sul campo.

Ma in Italia si sa, le leggi devono essere conformi agli amici altrimenti o si cambiano oppure si aggirano. Soprattutto quando ci sono “brand da tutelare” (vedi il caso Juventus).

Ma per la Reggina no! Non ci devono essere tutele. Non ci deve essere salvezza e poco conta che ci siano strumenti legislativi dello Stato e sentenze di Tribunali che abbiano saputo e voluto ascoltare le ragioni del club amaranto. “St’omologa non s’adda fare” è stato sentenziato nelle stanze del potere calcistico ed ecco servito il Decreto, subito attuativo, giusto per impedire una eventuale iscrizione al campionato del club amaranto quindi cancellando di fatto, abrogando di fatto il dispositivo del Tribunale reggino. In spregio a quella separazione dei poteri che avrebbe dovuto essere tutelata costituzionalmente.

E tutto questo sta succedendo nel silenzio generale delle tante penne e testate reggine, più preoccupate per una conferenza stampa tenuta in un giorno inopportuno, e che avrebbe potuto irritare i padroni del vapore, che per una colossale violazione del diritto e della Costituzione che svilisce e sta per cancellare il Calcio a Reggio Calabria. Basta distinguo per favore. Basta divisioni, facciamolo solo per i tifosi.

Reggio e la Reggina non devono e non possono morire. Per una volta “stringiamoci a coorte”, abbandoniamo le divisioni ed i rancori, le prese di posizioni oppure i distinguo, che troppe volte e da troppo tempo sento verso questa società.

Per una volta facciamo quadrato attorno a questa società ed a questa squadra. Tutti assieme. La Reggina è dei tifosi, è della città, lasciamo perdere le divisioni e i dubbi (che pure potrebbero esserci). Adesso non è tempo di andare per il sottile. Adesso è tempo di lottare. Adesso è tempo di vincere la partita più importante: la sopravvivenza di un club, di un simbolo e del calcio reggino stesso.

di Giuseppe “Fossa” Criaco

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