di Giuseppe “Fossa” Criaco

Le parole del “Patron” amaranto Felice Saladini ai microfoni di Skysport (clicca qui), dovrebbero scrivere a caratteri definitivi il futuro della Reggina da oggi a due anni. Naturalmente il tutto con il beneficio fiduciario (che a nostro avviso l’imprenditore lametino merita) dell’omologa da parte del Tribunale di Reggio Calabria al piano finanziario relativo alla ristrutturazione del debito della società amaranto.

Intendiamoci chi scrive valuta i fatti e le cose concrete, e di fatti questa società ne ha realizzati tanti, in appena 10 mesi di gestione. Compresi quelli sportivi (almeno fino a gennaio).

E finanche le motivazioni del Tribunale Federale sanciscono tra le righe che la società, nelle note e sofferte vicende extra calcistiche, non ha mai mentito ai tifosi ed alla città. E questo possiamo affermarlo anche noi dopo aver letto a fondo le carte federali. (Clicca qui per leggere la mia analisi del dispositivo di penalizzazione)

Inoltre, nelle dichiarazioni rilasciate ai cronisti di Skysport, non sono mancati passaggi importanti come quello dove si parla di rispetto delle regole, chiarezza e lealtà non solo sportiva, da parte della società amaranto, verso le istituzioni del calcio italiano. E ha ribadito l’assoluta fiducia nella giustizia sportiva “che comunque non vanificherà un anno di lavoro”, e della buona fede che ha caratterizzato l’operato della dirigenza amaranto in questi mesi. (salvaguardando sempre e comunque l’interesse della Reggina 1914 nds).

L’uscita pubblica dell’azionista di maggioranza della Reggina non poteva esser più tempestiva e certamente non è stata casuale. Ma è fatta in un momento in cui la tifoseria aveva bisogno di questa chiarezza e di una nuova luce che dissipasse le tante, troppe ombre che si sono addensate in questi ultimi mesi anche sul versante sportivo.

Ma il tono netto e la serenità con cui l’imprenditore lametino ha dichiarato il suo personale intervento “nella” Reggina “dapprima a salvare la società dal fallimento risanando i debiti pregressi” e successivamente “a presentare un piano di ristrutturazione sostenibile e accurato del debito” serve anche a sgomberare il campo da ogni congettura (fondata sul nulla) che vedrebbe la proprietà orientata verso il disimpegno a causa dell’enorme mole di debiti lasciati dalla precedente gestione. Invece le parole di ieri sera rilanciano l’impegno della proprietà a proseguire l’avventura nella Reggina 1914. Impegno che senza dubbio servirà a ridare fiducia ad un ambiente e ad una tifoseria oramai stremati (e francamente fin troppo pazienti) alla luce di una seconda parte di stagione amarissima per i colori amaranto (dove si sta per toccare il record di sconfitte per il torneo a 20 squadre).

Ma questo non turba più di tanto Felice Saladini: sono altre e più alte le frontiere per chi è abituato ad abitare il futuro con visioni di lungo respiro. Infatti l’intervista si è chiusa con una dichiarazione dove l’azionista di maggioranza “amaranto” si dice estremamente soddisfatto del percorso fin qui compiuto dalla società e dei numerosi obiettivi raggiunti in ordine al riordino dei conti, alla rinnovata funzionalità del “S. Agata” alla riorganizzazione del settore giovanile che ha visto l’under 17 qualificata ai playoff nazionali. Solo per citarne alcuni. E difatti non fa mistero di questa insita soddisfazione quando sorprende un po’ tutti e definisce straordinario l’anno che sta per concludersi e ribadisce la sua fiducia al tecnico Inzaghi ed al proseguo del progetto tecnico.

Ma ieri non ha parlato solo Saladini, lo ha fatto anche Mauro Balata Presidente della Lega B che ai microfoni di Sky, incidentalmente ha parlato anche di Reggina.

Le sue sono state parole da leggere con attenzione per il contenuto insito che verosimilmente va al di là del significato letterale quando esordisce dicendo che certe situazioni (evidentemente come quelle sofferte dalla società amaranto) non devono più ripetersi perchè fanno male al calcio. E noi concordiamo con il dottor Balata ma vorremmo avvertirlo che la stragande maggioranza dei club di serie B si è dovuto consegnare a forze economiche “non italiane” cui la Reggina ed altre piccole realtà “ancora tutte italiane non possono nemmeno lontanamente accostarsi.

Il Presidente della Lega però va oltre e accenna ai “due gradi di giudizio” e “affinché i tempi non si dilatino, serve un perimetro entro il quale bisogna avere certezza”. Ed allora vorremmo capire se le parole del dottor Balata, stanno velatamente “incitando” la Reggina ad affidarsi solo agli organi federali rinunciando, tanto per fare un esempio, all’arbitrato del Coni oppure ad altri ordini e gradi di giustizia ordinaria per vedersi riconoscere le proprie ragioni, qualora necessario, senza uscire dal perimetro di quella giustizia sportiva che non ha avuto la capacità di adeguarsi alla più recente legislazione statale pensata per la salvaguardia e la tutela finanziaria di “tutte le imprese”. Anche delle società di calcio.

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