Bastano 10 minuti alla truppa di Inzaghi per fare il colpaccio in casa del Brescia: Fabbian e Menez firmano un successo che può indirizzare la stagione
di Rocco Genovese
Clotet tenta l’aggancio agli amaranto ripartendo dall’assetto mostrato nella ripresa contro la SPAL: nel 4-4-2 dei lombardi, stante le assenze di Cistana, Olzer e Bisoli, largo in difesa alla coppia Adorni–Papetti, mentre Bertagnoli ritrova una maglia da titolare come esterno alto. Ballottaggio Lezzerini–Andrenacci vinto da quest’ultimo, confermato Viviani con Van De Looi in regia, intoccabili Ndoj, Ayè e Moreo.
Inzaghi torna al “Rigamonti” per la prima volta dopo l’esonero dello scorso anno, e presenta i suoi con due novità rispetto alla formazione scesa in campo dall’inizio contro il Benevento: Colombi si riprende la porta, l’ex Rivas (15 presenze per lui nella stagione 2017/18) ritrova posto nel tridente con Canotto e Menez.

Forse “Superpippo” non sarà in cerca di vendetta, fatto sta che gli avversari sono immediatamente in balìa della Reggina, che corona 10 minuti di puro dominio pungendo 2 volte: al 3′, scambio Rivas – Hernani da fondo campo, il brasiliano pesca Fabbian in area, dimenticato dalla difesa di casa, che trova il colpo di testa vincente e porta avanti i calabresi.
Quinto timbro stagionale per il giovane scuola Inter, che al 10′ ci mette ancora la testa, stavolta per mandare in porta Menez, che sbuca davanti ad Andrenacci e lo supera con un tocco morbido. Tifosi amaranto in visibilio, nel frattempo Gagliolo prende un cartellino giallo senza capire perché.
Il Brescia tenta di mettere il naso fuori dalla propria metà campo, ma la Reggina, pur rallentando comprensibilmente, ha l’occasione di trovare il tris poco dopo la mezz’ora ancora con Fabbian, servito da un incontenibile Menez, ma il suo tiro è centrale.
Andrenacci tiene a galla i suoi verso la fine del primo tempo sulla conclusione di Hernani da fuori area, nonché sul tiro di Rivas a botta sicura sulla ribattuta. Ndoj si mette in proprio e tenta un’incursione in area simile a quella che ha portato al goal di Ayè con la SPAL, ma Colombi fa sua la sfera in due tempi.
Brescia leggermente meglio in avvio di ripresa, ma oltre ad uno sterile possesso palla ed un paio di cross in area di Jallow non riesce ad andare. Gli amaranto controllano ma portano Van De Looi e Adorni all’ammonizione (in questo caso è da lustrarsi gli occhi lo scambio fra Menez ed Hernani poco prima del fallo).
Inzaghi e Clotet aspettano gli ultimi 20 minuti per fare i primi cambi: fra gli ospiti entrano Cicerelli, Gori e Cionek al posto di Menez, Rivas e Pierozzi, c’è spazio per Nuamah e Bianchi al posto di Van De Looi ed un impalpabile Ayè.
In tutto il secondo tempo, Colombi deve sporcarsi i guanti solo per bloccare una palla calciata da Viviani su punizione e per alzare sopra la traversa un tiro-cross di Bianchi. Canotto cerca in tutti i modi di andare a segno per la quarta partita consecutiva, ma Andrenacci evita che il passivo si arrotondi.
Gli ingressi di Liotti e Giraudo servono solo per le statistiche, la partita era già virtualmente finita da un pezzo. Al triplice fischio del signor Ghersini i calciatori della Reggina raggiungono lo spicchio degli spalti riservato ai tifosi ospiti per ricevere il meritato tributo, quello che si deve ad una squadra che ha risposto nel migliore dei modi alle polemiche ed ai veleni nel post gara con il Benevento, dominando in lungo ed in largo in casa di quella che è (o era?) una concorrente diretta per la promozione in serie A.
Il pari del Frosinone a Bolzano all’ultimo respiro rende “solo” buonissima quella che è stata una giornata perfetta per la Reggina, che va a soli 3 punti dai ciociari e tenterà l’aggancio in vetta nello scontro diretto in programma giovedì pomeriggio al “Granillo”: le dirette inseguitrici, Brescia compreso, sono lontane 6 punti e più.











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