Riflessioni e statistiche sulla giornata numero 13 di un campionato sempre più avvincente

di Rocco Genovese

1)RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO – In ben 6 dei 10 incontri di quest’ultimo turno il risultato finale è maturato nel secondo tempo, ribaltando quanto accaduto fino all’intervallo; ad esempio, i 3 colpi esterni della giornata sono scaturiti nella ripresa: in questo senso, assumono molta valenza le rimonte maturate sul campo della SPAL, dove Cannavaro trova il suo primo successo alla guida del Benevento – di solito abituato a buttar punti nei secondi 45 minuti – e provoca il primo dispiacere della carriera da allenatore all’amico De Rossi e, soprattutto, Venezia, dove la Reggina conquista l’intera posta in palio per la prima volta dopo essere passata in svantaggio e tiene il passo del Frosinone, che nell’anticipo espugna Ascoli con un goal nel secondo tempo di Insigne (uno dei 7 giocatori ad aver trovato la prima rete in campionato in questa giornata).

Insigne esulta dopo il gol segnato all’Ascoli – Foto Informazione.it

2)GIOCO IL JOLLY – Proprio questa rete è la numero 7 siglata da un calciatore del Frosinone subentrato. Nessuno come i gialloblù ciociari ha realizzato così tanti goal con giocatori partiti dalla panchina, e ben 4 fra questi sono stati decisivi ai fini del risultato: oltre al già citato centro di Insigne, vanno menzionati i due sigilli di Mulattieri (che guida anche la particolare classifica dei marcatori con più reti da subentrato: ben 3, al pari di Torregrossa) e Borrelli per il definitivo 1-3 sul campo del Venezia e la rete dello stesso Borrelli che ha deciso nel recupero l’incontro in casa con il Bari. Curiosità: questi 3 goal sono stati propiziati da altrettanti assist di Frabotta, che in entrambe le partite era entrato nella ripresa. Altre compagini “avvezze” ad andare in goal con le riserve sono Pisa (6 reti), Venezia e Parma (5 reti a testa; peraltro, nell’ultima partita contro il Cittadella 2 dei 3 goal dei ducali sono stati realizzati da Benedyczak e Camara, entrambi inizialmente in panchina).

Ernesto Torregrossa – Foto TifosiPalermo

3)FRENATA GENOA – La graduatoria è guidata da una squadra che vince (quasi) sempre, non prende (quasi) mai goal, e tira fuori pure i conigli dal cilindro… tutto ciò che non sta riuscendo al Genoa di un sempre più criticato Blessin, che scivola al terzo posto dopo il pari casalingo (quinto su 6 gare, e terza rimonta subìta) imposto dal Como. I rossoblù iniziano ad avvertire anche problemi in difesa (quella di ieri è stata la quinta gara consecutiva con almeno una rete al passivo) e fanno i conti con una scarsa vena realizzativa dei propri attaccanti, Coda a parte (il quale resta infallibile dal dischetto, con 4 rigori su 4 a segno, ma ha comunque fatto solo 2 reti su azione), e l’assenza di soluzioni alternative: riprendendo quanto detto al punto 2), basti pensare che il Genoa solo una volta (come Bari, Como e Palermo) è andato in rete con un subentrato (Yeboah alla 1°, nel successo di Venezia per 1-2).

Massimo Coda – Foto Buoncalcioatutti.it

4)METAMORFOSI TERNANA – Tecnico e buona parte della rosa sono i medesimi, ma rispetto allo scorso campionato, la Ternana appare radicalmente cambiata: ad esempio, se gli umbri hanno concluso la serie B 2021/22 con un solo 0-0 (a Pisa alla 22°), incassato 61 goal, mantenuto inviolata la porta in sole 10 gare su 38 e subìto più di 2 reti in altrettanti incontri (tra questi, il memorabile 4-4 con il Frosinone), sabato al “Liberati” contro il Brescia è arrivato il terzo 0-0 di fila, che porta a 7 le partite in cui Iannarilli non ha raccolto palloni in fondo al sacco. Benché dopo il filotto di 5 vittorie (valso anche il primo posto in classifica alla 9°giornata) siano arrivati lo stop interno con il Genoa e questi pareggi, mister Lucarelli può dirsi soddisfatto del percorso dei suoi, che registrano 5 punti in più rispetto ai primi 13 turni dello scorso campionato anche grazie al ritrovato equilibrio in difesa (quarta miglior retroguardia a pari merito con il Parma, con 13 reti subite, quando lo scorso anno dopo lo stesso numero di incontri le reti al passivo erano già 20).

Foto Calcioternano

5)IL PERSONAGGIO – In una giornata in cui Cosenza e Benevento sono tornati a ruggire ed hanno agganciato il trenino di squadre che le precedono (singolare il caso del Cagliari: è a 3 punti dell’ottavo posto, che varrebbe la qualificazione ai playoff, ma anche a 3 punti dalla coppia suddetta, che ad oggi disputerebbe il playout), va evidenziata altresì la prova del Como di Longo, che cerca di venir fuori dalle secche della bassa classifica affidandosi alla “vecchia guardia” ed alla generosità di Alberto Cerri, tutto un altro giocatore rispetto alle prime giornate. I lariani prendono un punto pesante ma meritato a Genova grazie ad una nuova bella prestazione del numero 27, che al solito repertorio fatto di sponde, fraseggi su tutto il fronte d’attacco con i compagni e falli procurati, ha aggiunto il gran colpo di testa che è valso l’1-1 e persino un paio di giocate d’alta scuola (come un tunnel a Strootman nei pressi della bandierina). Peccato per quel tocco involontario di braccio in occasione del goal annullato (giustamente) dopo pochi minuti.

Alberto Cerri (Como) – Foto La Provincia di Como

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