Frosinone corsaro, Venezia sommerso dai fischi

L’anticipo della nona giornata del torneo cadetto vede di fronte il Venezia, ancora alla ricerca del primo successo tra le mure amiche, ed un Frosinone voglioso di rinsaldare la propria posizione in zona playoff. Javorcic non rinuncia al 3-5-2, preferendo Fiordilino a Candela in difesa, e piazza a presidio delle fasce Cuisance e l’ex Zampano, Busio in cabina di regia ed in avanti la coppia di punte Pohjanpalo-Cheryshev (solo panchina per l’altro grande ex Novakovich). In casa Frosinone, Cotali e Moro vincono i rispettivi ballottaggi con Frabotta e Mulattieri e trovano posto dal 1′ nel 4-3-3 di Grosso, che durante la gara sovente si trasformerà in un 4-2-3-1, con Rohden avanzato sulla trequarti, in linea con Garritano e Caso.

Le premesse per una gara ricca di azioni ed emozioni vengono subito disattese: da ambo le parti l’agonismo non manca, ma la capacità di cambiare gioco e proporsi in fase offensiva sì, e nei primi 20-25′ si possono segnalare solo un paio di schemi da palla inattiva da parte degli ospiti, che non impensieriscono Joronen.

Caso non par avere la stessa brillantezza mostrata nell’ultimo turno con la SPAL, eppure al 26′ scappa a Ceccaroni sulla destra, che spende il fallo per metterlo giù poco prima che entri in area, e si becca un cartellino giallo che si rivelerà pesante nel prosieguo della gara (senza esito la conseguente punizione).

Con il passare dei minuti Zampano aumenta sempre più la propria spinta sulla fascia destra e prova a buttare palloni in area in area gialloblu, ma se poco dopo la mezz’ora capitan Lucioni riesce ad anticipare Cheryshev e spazzare, nulla può una decina di minuti più tardi, quando il russo finalmente riesce a ricevere un pallone fornito dall’asse Busio-Zampano e dal centro dell’area uccella Turati con un destro secco. Vantaggio Venezia al primo vero tiro in porta della partita.

Il Frosinone vorrebbe riprenderla subito, ma Fiordilino prende il secondo giallo per i suoi fermando Moro fuori area ed evitando guai peggiori.

La ripresa si apre con un ammonizione per Mazzitelli (fallo su Fiordilino) e l’infortunio alla spalla di Caso, costretto a lasciare il campo dopo un contrasto con Svoboda e rilevato da Mulattieri.

Gli ospiti sono in svantaggio ed hanno perso uno dei propri giocatori più talentuosi, ma capiscono che il Venezia è calato e si fanno sempre più pericolosi: al 59′ Joronen blocca a terra un tiro a botta sicura in area di Rohden, poco dopo il Venezia cerca di respirare con una bella azione corale che Andersen (entrato al 46′ al posto di un abulico Cuisance) non finalizza.

A metà secondo tempo, in rapida successione, Grosso fa entrare Frabotta, Borrelli e Ciervo (fuori Cotali, Garritano e Moro), mentre Javorcic lascia in campo gli ammoniti e avvicenda Pohjanpalo e Busio con Novakovich e Crnjgoi.

Le scelte del mister ospite vengono fin da subito premiate: al 69′ Frabotta batte un angolo e pesca Lucioni, che di testa trova la rete del pareggio e la prima gioia personale con la maglia ciociara, mente 5 minuti dopo è Borrelli – ben servito da Ciervo – a tentare una conclusione a giro che va fuori non di molto.

La svolta dell’incontro arriva al 77′: Ceccaroni, già ammonito, tocca la palla con la mano a centrocampo e conclude anzitempo la propria partita; Grosso (che, nel frattempo, inserisce Boloca al posto di Kone) ed i suoi capiscono che il “colpaccio” può essere centrato ed alzano ulteriormente i giri del motore.

Joronen all’81’ devia in angolo un tiro di Borrelli dall’interno dell’area, ma è il preludio al sorpasso: minuto 83, Frabotta trova una blanda opposizione sulla sinistra, cross basso per Mulattieri che, in spaccata, trova la rete del parziale 1-2.

Il Venezia si getta nella metà campo avversaria, alla ricerca di un pareggio che avrebbe meritato, ma ci si mette anche la sfortuna sul tiro di Crnjgoi al 91′, che centra il palo a Turati battuto.

Il Frosinone potrebbe giocare con il cronometro, ma colpisce di rimessa: lancio lungo dalle retrovie, Zampano sbaglia l’intervento su Borrelli, che si invola in area (nonostante un tentativo di trattenuta ai suoi danni che sarebbe valsa la seconda espulsione per i padroni di casa) e supera Joronen in uscita con un destro che si insacca a fil di palo e fa esplodere la panchina del Frosinone.

La partita termina qui, con i fischi del pubblico di casa all’indirizzo del Venezia – 1 solo punto su 5 incontri casalinghi – e di Javorcic (sempre più a rischio sulla panchina arancioneroverde) e la gioia di un Frosinone che, pur non essendo brillante come allo “Stirpe”, torna a fare risultato fuori casa dopo 3 stop di fila e aggancia Reggina e Bari in testa, magari solo per poche ore: tuttavia, lo scontro diretto con i pugliesi nel prossimo turno potrebbe essere l’occasione perfetta per lanciare ufficialmente la propria candidatura per la promozione diretta.

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