La squadra di Inzaghi segna, controlla agevolmente il ritorno dei toscani e incamera i tre punti. Salvezza sempre più vicina

di G. Malavenda

Fate largo: passa la Reggina. Oppure: la capolista se ne va. Avremmo potuto titolare con queste ‘’espressioni’’ ma ancora manca tanta strada, precisamente trenta punti per la salvezza che rimane l’obiettivo prioritario a detta del tecnico amaranto. La squadra di Pippo Inzaghi è cinica, cattiva, sorniona e impassibile: aspetta e colpisce come fosse una vipera mortifera che s’avventa sulla preda. E la preda, questa volta, è il Pisa che aveva l’obbligo di vincere per dare un senso al proprio campionato. Tutto ciò significa che la banda di Inzaghi sa come e quando intonare il ‘’Requiem’’ di Mozart.

La cronaca? Eccola ma dobbiamo parlare delle solite ‘’cose’’, quasi un canovaccio scontato, un ripetersi a memoria.

Giovannino Fabbian avrebbe potuto esultare già al sesto minuto col ”solito” colpo di testa su calcio d’angolo: Nicolas si inventa la parata della vita.

L’ex Reggina capitola intorno alla mezzora allorquando Menez con la coda dell’occhio vede Canotto partire e lo serve col contagiri. Il numero 31 addomestica la sfera e spara laddove il portiere non può e non deve arrivarci. Apoteosi dei tifosi amaranto presenti all’Arena Garibaldi anche (e soprattutto) perché è stato battuto il portiere delle continue polemiche.  

Qualche minuto dopo Menez (sempre lui), salta come birilli due avversari e porge a Rivas che da due passi non inquadra la porta. E si chiude il primo tempo.

La ripresa si apre col pareggio di Masucci che la Var annulla per un fallo dell’attaccante su Camporese. All’ora di gioco Tramoni cerca il gol della domenica ma Colombi gli risponde picche. A questo punto mancano solo i sei minuti di recupero alla fine ma la gara continua a regalare emozioni. Iniziando col rigore non concesso dal Var per posizione iniziale di offside di Cicerelli per proseguire con l’intervento da campione del portiere amaranto su un colpo di testa angolato di Ionita.

La Reggina fa il tris di vittorie consecutive, si diverte e fa divertire la sua gente accorsa numerosa anche sotto la Torre pendente. Il Pisa è costretto, invece, ad inghiottire l’ennesimo boccone amaro nonostante la prova di carattere offerta contro una squadra rocciosa in difesa, intelligente in mezzo al campo e con un Mozart (si legga Menez) che fa la differenza. Andrà meglio la prossima volta a cominciare da Venezia. La squadra del Presidente Cardona, invece, ritorna al Granillo di Reggio Calabria per tentare di sfatare il tabù Cittadella.

Foto Valentina Giannettoni

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